L'Istat ha fornito i dati ufficiali sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di maggio 2013: l'IPC (indice dei prezzi al consumo) per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,1% nei confronti di maggio 2012 (la stima provvisoria era +1,2%), attestandosi sul valore di 106,90 senza nessuna variazione rispetto a quello del mese precedente.

La stabilità dell'inflazione è il risultato di spinte al rialzo e al ribasso dei prezzi di diverse tipologie di prodotti, che si compensano tra loro, in un quadro generale di attenuazione delle tensioni inflazionistiche.

Le spinte al rialzo dei prezzi interessano sia gli alimentari non lavorati (in particolare la frutta fresca, sia i servizi relativi ai trasporti. Le spinte al ribasso riguardano i Beni energetici (-1,7% su base mensile, -2,4% su base annua), trainati dai carburanti.

L'inflazione acquisita per il 2013 è pari all'1,0%. A maggio l'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all'1,3% (era +1,2% ad aprile).

Per quanto concerne le locazioni, l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato allo 0,900 % e l'indice biennale al 3,225 %.

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