Riceviamo e pubblichiamo

"Apprendiamo dalla stampa che la giunta comunale nella seduta di mercoledì 17 febbraio ha dato via libera alla proposta predisposta dal settore urbanistica, diretto da Giuseppe Lonetti, per la formulazione di un bando per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito per la formazione dello staff di progettisti esterni per la redazione del Piano Strutturale Comunale ( PSC ), atteso che è stato acquisito il Parere in senso favorevole della Corte dei Conti.

Se la notizia è vera, la suddetta decisione oltre che offensiva nei riguardi della dignità professionale di tutte le categorie abilitate alla redazione del PSC, contrasta fermamente contro tutti i principi cardini, nazionali ed europei, che sovrintendono all’affidamento di pubblici incarichi nonché con la legislazione nazionale che regola la suddetta materia. Cosa che tutte le categorie professionali provinciali all’unisono hanno chiaramente esternato all’architetto Giuseppe Lonetti, qualche mese fa, in un incontro –confronto da lui sollecitato nei locali degli Uffici dell’Urbanistica. Di più, in quella sede, tutti quanti i Presidenti degli ordini professionali presenti si sono sforzati di spiegare all’architetto l’assoluta impraticabilità normativa di tale iniziativa. Con immenso sconcerto prendiamo atto che è stato... tempo perso!

Intanto c’è da osservare ad alta voce che la Corte dei Conti, con tutto il dovuto rispetto, è un organo ausiliario della P.A. e “Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria“, come recita testualmente il primo periodo del quarto comma della Sezione III della Costituzione.

In parole volgari, nel significato strettamente etimologico, essa è una magistratura contabile che si occupa della spesa della P.A. non avendo alcuna competenza per quanto attiene agli affidamenti degli incarichi pubblici regolati dal decreto legislativo n.165/2001 ed in particolare dal D.Lgs 163/2006 s.m.i (Codice dei contratti pubblici di lavori,forniture e servizi) e dal DPR n. 207/10 (Regolamento attuativo).

Il comma 6°dell'art.7 del decreto legislativo 165/2001, che disciplina la materia dei presupposti per gli incarichi a soggetti esterni alla pubblica amministrazione, prevede fra i fondamenti per il conferimento degli incarichi la predeterminazione del compenso; unitamente alla norma citata, le norme del codice civile sulle prestazioni professionali (artt. 2229 e segg.) e le norme sulla concorrenza fra professionisti concorrono a far ritenere che esista un divieto implicito al conferimento da parte delle pubbliche amministrazioni di incarichi gratuiti, stante il principio fondamentale previsto in Costituzione (art. 36) della remunerazione del lavoro. A rafforzare tale principio concorrono nello specifico sia le citate norme sui LL.PP. che quelle proprie sulle procedure di affidamento degli incarichi di progettazione, direzione,coordinamento e collaudo nel campo dei LL.PP. (v. artt. 90 e segg. del D.Lgs 163/2006 s.m.i).

L’offerta gratuita di incarichi professionali, nell'ambito di procedure selettive attivate dalle pubbliche amministrazioni, costituirebbe una violazione del principio stesso della libera concorrenza a cui è coessenziale il confronto comparativo fra offerte di tipo economico. Inoltre consentirebbe di restringere la potenziale platea concorrenziale in quanto avvantaggerebbe sempre di più, in modo ingiusto, quei professionisti che partecipando a titolo gratuito avrebbero la possibilità, essi e solo essi, di implementare il loro curriculum professionale. I professionisti che ricevono incarichi dalle pubbliche amministrazioni in forza della loro offerta a titolo gratuito, possono trarre dall'espletamento degli incarichi gratuiti un vantaggio indiretto immediato in termini di prestigio e notorietà professionale ed un vantaggio competitivo potenziale da utilizzare in successive procedure selettive per l'affidamento, sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa, di incarichi della stessa natura a titolo oneroso;infatti in tali successive procedure essi possono contare su un curriculum di esperienze acquisite proprio grazie ad incarichi espletati in passato a titolo gratuito.

Oltremodo verrebbe anche inevitabilmente leso il principio costituzionale del “ buon andamento della pubblica amministrazione” declamato dal primo comma dell’art.97 della Carta Costituzionale, nel momento in cui la stessa amministrazione, annullando il compenso consentirebbe di abbassare il livello di qualità delle offerte con conseguente compromissione dei requisiti di efficienza ed efficacia a cui deve tendere l’azione pubblica, per non tacere di eventuali brecce corruttive che potrebbero crearsi proprio per l’assenza del fattore economico.

Si osserva che l'offerta gratuita di incarichi esterni a beneficio di pubbliche amministrazioni è da ritenersi vietata anche dal divieto di concorrenza sleale che, sancito dall'art. 2598 codice civile nei rapporti fra aziende, si applica anche nei rapporti fra professionisti, non solo perché il diritto dell'Unione europea non fa differenza fra aziende e liberi professionisti, ma anche perchè il codice civile prevede all'art. 2601 che: ”quando gli atti di concorrenza sleale pregiudicano gli interessi di una categoria professionale, l'azione può essere promossa anche dagli enti che rappresentano la categoria”.

L’eventuale gratuità, inoltre, della prestazione costituirebbe un indebito arricchimento da parte della S.A.

Le categorie professionali rappresentate dai rispettivi presidenti nel contestare in modo netto la decisione presa dalla G.C. ritengono di dover appellarsi alla ragione politica perché, facendo un passo indietro, si possano ripristinare le regole di una corretta collaborazione nel rispetto dei principi sopra esposti e nell’esclusivo interesse della collettività. A tale scopo pur dichiarando la loro disponibilità per il superamento delle questioni poste, si adopereranno in tutti i modi affinché i dettati normativi e costituzionali vengano osservati per la tutela dei diritti di tutti i professionisti rappresentati".

Salvatore SACCA’ Presidente Ordine Ingegneri
Giuseppe MACRI’ Presidente Ordine Architetti
Francesco FRAGALE Ordine Geologi
Ferdinando CHILLA’ Presidente Collegio Geometri
Pietro ROTIROTI Presidente Collegio Periti Industriali
Franco SCALFARO Presidente Ordine Agronomi e Forestali
Francesco MURACA Presidente Ordine Commercialisti

(Fonte: www.catanzaroinforma.it)

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