E’ stata inaugurata la fantasiosa stazione Alta Velocità di Afragola (Na), progettata dall’archistar Zaha Hadid morta nel marzo 2016, non ancora completata dopo 16 anni di lavoro, ma che è costata (fino ad ora) ben 70 milioni di euro.

Molte sono state però anche le polemiche che si sono rivolte non tanto all’idea progettuale quanto alla esasperante tempistica di esecuzione.
L’avveniristica struttura, ideata quasi come un’astronave bislunga, deve essere ancora completata sia agli esterni che anche per gli spazi interni.

Anche la Corte dei Conti ha espresso qualche perplessità, in particolare sul "costo eccessivo" e sulle dimensioni "esagerate" dell'infrastruttura.

Luigi de Magistris, poi, ha anche pesantemente detto: ''Ho forti perplessità rispetto a questa inaugurazione in pompa magna. Per ora è un grave danno per Napoli perché avremo una compressione di tutti i treni ad Alta Velocità nella tratta Roma-Reggio Calabria…
Napoli è la capitale del Mezzogiorno, è qui che si deve trovare l'Alta Velocita' per raggiungere il resto del Paese''.

Ma il premier Paolo Gentilioni ha dichiarato: "Siamo un paese che rialza la testa e questa inaugurazione è carica di simboli e il primo è che con questa inaugurazione diamo il messaggio di essere un paese che rialza la testa perché un grande paese ha bisogno di grandi opere non possiamo essere l'unico paese che considera l'opera di un architetto come una conquista, un passo avanti che lascerà un segno, un'eredità . Lo Stato sarà presente qui in forze e garantirà la sicurezza del territorio".

Ma l’ANSA ha riportato anche un’altra stranezza tutta italiana:
“I fotoreporter accreditati alla cerimonia di inaugurazione della nuova stazione ferroviaria della linea ad Alta Velocità ad Afragola, a cui partecipa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, si sono allontanati per protestare contro “l’impossibilità minima di esercitare il diritto-dovere di cronaca e documentare in maniera adeguata l'importante evento”.

In una nota diffusa dall'Ordine dei Giornalisti della Campania e dall'Unione Giornalisti Informazione Visiva i fotoreporter denunciano, “ancora una volta, la mancanza di sensibilità degli organizzatori di eventi di questa portata nei riguardi di professionisti giunti sul posto. Come al solito, non sono state previste postazioni adeguate per i fotoreporter ai quali è stato detto, solo una volta giunti sul posto, che le immagini dei passaggi fondamentali della visita del premier Gentiloni, a partire dall'arrivo in stazione e alla successiva visita nel cantiere, sarebbero state fornite da Ferrovie e dalla presidenza del Consiglio'. 'Ci dispiace pensare che forse la presenza di obiettivi fotografici diversi da quelli della comunicazione ufficiale, non siano più graditi. Di fatto una censura - si legge nella nota - male giustificata da esigenze di sicurezza, che non permette una descrizione adeguata e imparziale dell'evento”.

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