Si è spento, alla soglia dei 103 anni, l'architetto e designer milanese Luigi Caccia Dominioni, Famoso anche per il rivoluzionario radioricevitore Phonola (radio a valvole in bachelite realizzato nel 1939 assieme a Livio e Piergiacomo Castiglioni, con i quali aveva aperto uno studio).

L'Arch. Luigi Caccia Dominioni

Laureato al Politecnico nel 1936, sospese l'attività a causa della guerra.
Dalla fine dell'evento bellico in poi, diventò uno dei protagonisti della grande ricostruzione del dopoguerra. Ma già dal 1947 si dedicò alla produzione di arredi e oggetti di design, anche con l'architetto Ignazio Gardella.

Gli anni del dopoguerra vedono l'architetto impegnato in numerosi progetti legati all'edilizia urbana: Casa Caccia Dominioni in piazza S.Ambrogio (la ricostruzione della casa di famiglia andata distrutta durante la guerra), numerosi condomini (via Nievo-1955, via Massena-1958, via XX Settembre-1958, via Vigoni-1959), l'edificio in piazza Carbonari (1960/61), il palazzo di Santa Maria alla Porta (1961), e quello delle Cartiere Binda nel 1966, il complesso residenziale a San Felice, assieme a Vico Magistretti, (1967/75); la Chiesa di San Biagio a Monza nel 1968,

Il Golf Club di Monticello, poi, a Fino Mornasco in provincia di Como (1972-1985), i complessi di Garbagnate e di via Mangolfa (1991-1996), la ristrutturazione interna della Biblioteca e della Pinacoteca Ambrosiana, e quindi il ridisegno di una piazza importante di Milano: San Babila, nel 1996.

Nel 2013 Luigi Caccia Dominioni aveva ricevuto la medaglia d'oro alla carriera, e nel 2014 il premio Isimbardi come uno dei "più autorevoli interpreti della tradizione architettonica milanese e lombarda".

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala lo ha ricordato così: "Luigi Caccia Dominioni è stato per molti versi il migliore e il più rappresentativo architetto della Milano della ricostruzione. La città gli deve molto e soprattutto il fatto di essere punteggiata dalle sue architetture che hanno stabilito, dagli anni '50 agli anni '70, le qualità della sua eleganza. Sulla sua esperienza, Milano deve continuare a costruire se stessa, nel nome della bellezza e della qualità del vivere”.

Alessandra Agrimoni

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