Una delle prime archistar internazionali, l’arch. Frei Otto, è morto all’età di 89 anni in Germania.

Era stato nominato il "re delle tensostrutture", a ricordo di una delle sue opere più conosciute: il parco delle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972, con l’Olympiastadion e la sua mirabile copertura trasparente a forma di ragnatela.

A darne l’annuncio della scomparsa è stato proprio il comitato americano del Premio Pritzker, considerato il Nobel dell’architettura, che fra due settimane lo avrebbe nominato vincitore dell’attuale edizione.

Professore emerito dell’Università di Stoccarda, Frei Otto è stato tra i più significativi sperimentatori nel campo delle strutture in tensione e delle coperture sospese. Tra le realizzazioni, ricollegabili ad alcune istanze dell’architettura organica in primo luogo gli impianti olimpici di Monaco di Baviera (1972), il progetto per il teatro all’aperto di Scarborough (1974), il centro polivalente a Mannheim (1974), il progetto per il centro governativo di Riya? (1978), i blocchi residenziali a Berlino (1982), l’ampliamento delle officine Wilkhahn a Bad Munder (1989), la stazione centrale di Stoccarda (2000) e il padiglione giapponese per l’Expo 2000 di Hannover (2000).

Nato a Siegmar (Sassonia) il 31 maggio 1925, nipote di scultori, Frei Otto ha mostrato un precoce interesse per il modellismo e le costruzioni, lavorando poi anche come muratore. Durante la prigionia in Francia negli anni 1945-46, la responsabilità affidatagli di squadre di costruzione e manutenzione lo portò naturalmente a confrontarsi con una minima disponibilità di mezzi: esperienza che in seguito si sarebbe dimostrata proficua.

Fondatore e direttore dell’Institut fur Leichte Flachentragwerke della Technische Universitat di Stoccarda, fin dalla tesi di laurea Otto si è interessato alle strutture portanti leggere, alle tensostrutture, alle coperture a tenda e pneumatiche, settori nei quali è considerato la massima autorità scientifica e la personalità artisticamente più rilevante della scena internazionale.

La prestigiosa carriera di Frei Otto era stata già coronata da prestigiosi riconoscimenti: nel 1997 gli è stato assegnato il Wolf Prize per l’architettura; nel 2005 il Royal Institute of British Architects gli ha conferito la medaglia d’oro e nel 2006 ha ottenuto il Praemium Imperiale. Nel 1967 ha ricevuto il Premio Perret dell’Union Internationale des Architects. L’università di Washington lo ha proclamato dottore honoris causa in arte e architettura; nel 1977 è stato tra i firmatari della Carta del Machu Picchu per l’architettura. Era membro onorario dell’American Institute of Architects.

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