E' il Mohammed Ben Rashid Al-Maktoum Solar Park, il mega-impianto solare (dal nome dello stesso emiro di Dubai, Mohamed Ben Rached Al-Maktoum) che garantirà una nuova fase energetica in un paese dove sono valutate attentamente le riserve petrolifere ormai in diminuzione costante.

E mentre nel mondo si realizzano grandi impianti ad energia rinnovabile, si pensa a ridurre a tonnellate la diffusione di CO2 nell'atmosfera, si decide di sostenere la crescita economica senza danneggiare l'ambiente e le risorse naturali, in Italia dobbiamo sorbirci le performance personali di un presidente del Consiglio dei ministri che si è permesso addirittura di sollecitare l'astensionismo al referendum sulla durata delle concessioni dei pozzi offshore, vera ultima possibibilità democratica dei cittadini italiani di esprimere liberamente la propria opinione.

Intanto il Solar Park di Dubai lo si può definire un impianto grandioso perché conta 152.880 moduli, una estensione (al completamento dei lavori) di 40 Km2 con una potenza di 1000 MW.

E' il più grande impianto del Medio Oriente e del nord Africa, inserito nel progetto green "Dubai Clean Energy Strategy 2050", il piano che vuole ridure la dipendenza dai combustibili fossili e assicurare una fornitura sicura di energia da fonti sostenibili.

Si tratta proprio dell’obiettivo primario dell’emirato arabo: raggiungere il 75% di energia pulita nel 2050, per sostituire il consumo del petrolio energetico, iniziando da un 7% di fonti rinnovabili entro il 2020 e un 25% entro il 2030, e raggiungere la meta di soddisfare l'enorme fabbisogno energetico degli emirati.

“La strategia che lanciamo – ha spiegato Shaikh Mohammad bin Rashid, Governatore di Dubai – formerà il settore energetico di Dubai per i prossimi tre decenni.
Essa mira a fornire il 75 per cento di energia dell’emirato attraverso fonti pulite al 2050, un dato che riflette il nostro impegno a creare un modello energetico sostenibile, che può essere esportato in tutto il mondo, sostenendo la crescita economica, senza danneggiare l’ambiente e le risorse naturali.
Il nostro obiettivo è quello di diventare la città con la più piccola impronta di carbonio del mondo entro il 2050."

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