Bandito un Concorso per due progetti di impianti eolici paesaggisticamente compatibili in Basilicata e Sicilia.
Gli impianti eolici non metteranno piu' a rischio il paesaggio italiano.
Erga, la societa' dell' Enel per le energie rinnovabili e Legambiente, con il patrocinio del Ministero dell' Ambiente, hanno infatti bandito un concorso di idee per la realizzazione di due impianti eolici a basso impatto paesaggistico, uno a Cinisi in provincia di Palermo e l' altro a Pescopagano in provincia di Potenza.
Il concorso ''Paesaggi del vento'' e' stato presentato nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il Ministro dell' Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, il presidente dell' Enel, Chicco Testa, ed il presidente di Legambiente, Ermete Realacci.

''Il bando predisposto da Erga e Legambiente -ha detto il Ministro Altero Matteoli- rappresenta uno sforzo importante ed originale per individuare approcci ambientalmente corretti per l' inserimento di impianti eolici nel paesaggio italiano. Per diminuire l' impatto visivo degli impianti che utilizzano fonti rinnovabili e' stato firmato un protocollo d' intesa tra il Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e quello dei Beni Culturali che per il prossimo autunno saranno tracciate le linee guida per i nuovi impianti''.

In Italia il tasso di crescita del settore eolico, nonostante un ritardo iniziale, e' stato abbastanza consistente negli ultimi anni. Nel 2000 le installazioni in Italia sono state di 145 MW, ponendo il paese al quarto posto per la nuova potenza immessa in rete. A maggio del 2001 la potenza complessiva ha raggiunto 520 Mw ed e' ragionevole pensare che a fine anno si raggiunga una potenza di 650 MW, che potranno generare l'elettricita' necessaria per soddisfare i consumi domestici di circa 1,4 milioni di abitanti. L' accelerazione nella costruzione degli impianti si e' determinata dopo l' emanazione del decreto del 1999 che ha definito l' obbligo di realizzare il 2% della produzione elettrica con fonti rinnovabili nel 2002. Questo provvedimento comporta l' immissione in rete di 4 miliardi di kWh l' anno.
''Per raggiungere questi obiettivi -ha detto Matteoli- e' necessario rafforzare l'industria italiana del settore. In importanti comparti tecnologici, come quello eolico e solare, negli ultimi anni le imprese italiane sono state sorpassate dalla concorrenza internazionale.
I programmi di incentivazione del Governo e la creazione di una forte domanda di energia verde devono rappresentare per l' industria italiana l' occasione per un forte impegno in un settore che sara' decisivo nei prossimi decenni''.
Le fonti energetiche rinnovabili rivestiranno un ruolo determinante nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2), secondo quanto stabilito dal protocollo di Kyoto la cui ratifica ha ricevuto il via libera ieri a Bonn. Il contributo delle fonti rinnovabili a fine decennio dovrebbe garantire circa un quinto dello sforzo previsto dal Protocollo di Kyoto, con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari a 20 milioni di tonnellate l' anno. Osservando i trends energetici a livello mondiale si registra un' accelerazione dei programmi di impiego delle fonti rinnovabili, con tassi annui di crescita delle istallazioni di impianti eolici e solari fotovoltaici nel periodo 1990-2000 rispettivamente del 26% e del 18%, con una potenza che ha raggiunto nel mondo i 17.000 Mw eolici e 1.200 MWp solari.

''Il raddoppio della quota delle fonti rinnovabili entro il 2010, indicato nei Libri Bianchi dell' Unione Europea e dalla delibera del Cipe del 1999 rappresenta una sfida ambiziosa -ha detto Matteoli- e non e' soltanto un' aspirazione ambientalmente motivata: la decisione di puntare sulle energie pulite si inserisce infatti in un contesto di forte dinamismo internazionale''.
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