E' quanto dichiarato dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Prof. Claudio De Vincenti, a margine di un convegno sulle reti energetiche organizzato dalla Cgil.
Secondo l’esponente del governo, questa versione del testo della Strategia Energetica Nazionale (SEN) sarà una stesura di base aperta al confronto con i sindacati, le imprese, le associazioni di categoria.

Imminente la Strategia Energetica NazionaleNelle scorse settimane, diverse indiscrezioni erano trapelate sulla bozza della SEN, ancora in discussione (ma già anticipata dall'agenzia AGI),  grazie alla quale si prevede una riduzione delle importazioni di energia dall’estero, che potrebbe garantire all'Italia un risparmio di circa 5 miliardi di euro all'anno.

Secondo quanto pubblicato dall’AGI, le direttrici principali della futura politica italiana dovrebbero riguardare lo sviluppo delle estrazioni di petrolio e gas nazionali, l'innalzamento delle energie rinnovabili fino al 38% della quota totale di produzione di elettricità, il divenire dell’Italia nuovo "hub" europeo del gas metano in competizione con quello belga.

Ma proprio quest'ultimo indirizzo "pezzo forte" della bozza SEN sta creando qualche perplessità negli esperti del ramo. Infatti, nonostante l'Italia possa essere anche pronta a divenire "hub" europeo per la distribuzione del gas a livello internazionale (anche grazie alla messa in opera del rigassificatore di Livorno e dei gasdotti Galsi e TAP che porteranno gas dall'Algeria e dall'Azerbaigian) se la futura politica italiana decidesse di rafforzarsi ulteriormente in questo settore dovrebbe fare i conti con la costante riduzione dei consumi di gas che si stanno registrando in questi anni in quasi tutti i paesi europei.

Opinione contrastante va letta nelle dichiarazioni di Massimo Orlandi, amministratore delegato di Sorgenia (gruppo Cir), che ha evidenziato, nel corso di un convegno a Milano, come "la riduzione del prezzo del gas, attraverso una maggiore apertura del mercato, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la realizzazione di nuove infrastrutture come i rigassificatori, è determinante per consentire di abbassare il costo dell'energia elettrica per le famiglie e le imprese ed e' un elemento indispensabile per la competitività del nostro paese".

Altra preoccupazione è data dall'intento del governo di aumentare la produzione nazionale di petrolio tale da arrivare a soddisfare il 12-14% (non più il 20% come precedentemente ipotizzato, forse poco realisticamente, dal ministro Passera) del totale dei consumi italiani entro il 2020 (attualmente siamo al 7%), agendo principalmente sullo snellimento delle procedure di autorizzazione oggi in vigore per la realizzazione degli impianti per l’estrazione di idrocarburi, compreso i tempi per studi preliminari e scavi esplorativi.

Forse ci siamo già dimenticati degli studi propedeutici alle trivellazioni nei pressi delle Isole Tremiti e della Sicilia, che hanno suscitato numerose proteste di ambientalisti e conservatori del paesaggio italiano?

Ing. Enzo Ritto
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