Il giorno 15 maggio 2015 alle ore 20.00 a S. Maria di Leuca (Castrignano del Capo) sarà inaugurata la nuova illuminazione della Cascata Monumentale dell’Acquedotto Pugliese.
Questa iniziativa rappresenta la terza tappa del centenario dell’Acquedotto Pugliese che celebra l’arrivo dell’acqua in Puglia (Bari, 24 aprile 1915).

La Cascata realizzata negli anni Trenta del Novecento (ing. C. Brunetti) rappresenta in Europa una originale monumentalità per un "de Finibus terrae".

Per sottolineare l’alto valore culturale di un bene paesaggistico ancora poco conosciuto e valorizzato in ambito scientifico e turistico nazionale e internazionale, il Politecnico di Bari insieme all’Acquedotto Pugliese e al comune di Castrignano del Capo hanno promosso l’iniziativa di una giornata di convegno sul tema: “Architettura per un Finibus terrae: La Cascata Monumentale dell’Acquedotto Pugliese di Santa Maria di Leuca”.

Le origini del progetto

Negli anni Trenta del Novecento il tema dell’acqua è vitale per la popolazione residente nel borgo di Santa Maria di Leuca o che vi giungeva per soggiornavi in estate. Per questo motivo il comune di Castrignano del Capo con la delibera del 21 marzo 1930 concedeva alla ditta Francesco Franco l’appalto esclusivo dell’esercizio dell’acquedotto nel borgo di Leuca. Solo un anno dopo con la delibera del 12 dicembre 1931 il comune accettava la richiesta di risoluzione del contratto di concessione dell’acquedotto e affidava all’Amministrazione Provinciale la sua gestione.

Quando l’Acquedotto Pugliese finalmente giungeva in Terra d’Otranto, con il Canale Principale e il Grande Sifone Leccese – ramo adriatico, a Leuca il Fascismo volle cogliere l’occasione della costruzione di una cascata a gradoni, che dovendo servire per il flusso controllato delle acque avviate allo scarico, in realtà celebrasse i fasti del governo nazionale con un’opera monumentale. La colonna romana donata da Benito Mussolini e la grande Lapide commemorativa rendevano esplicito questo disegno ispiratore del monumento: i testi posti sulla base della colonna e sulla lapide appaiono oggi emendati di ogni riferimento al Fascismo.

L’ultimo tratto dell’Acquedotto Pugliese nel territorio di Leuca venne inaugurato nel mese di settembre del 1939 proprio con l’apertura della Cascata monumentale.
Fortunatamente l’Archivio storico dell’AQP conserva le tavole del progetto della Cascata e la documentazione fotografica d’epoca, che documenta lo stato dei luoghi, le fasi principali della costruzione e la sua apertura al pubblico.

A partire dal secondo dopoguerra la condotta di adduzione delle acque di scarico veniva trasformata in condotta distributrice, rendendo così difficile il suo funzionamento. Pertanto si rese necessario realizzare un nuovo sistema di raccolta delle acque. Il progetto fu affidato all’ing. Marcello de Notariis.
Alla fine degli anni Novanta del Novecento per rendere la cascata pienamente funzionante, senza incidere sulla distribuzione idrica, venne redatto un nuovo progetto per la trivellazione di un pozzo artesiano di prelievo ad acqua salmastra, a firma dell’ing. Antonio Stendardo.

L’effetto cascata si sarebbe realizzato così riversando il quantitativo d’acqua in dodici minuti, lungo tutto il fronte della scarpata naturale, ricavata tra le due scalinate, che dal piano del Santuario di Santa Maria di Leuca scende fino alla scogliera con un dislivello di 40 metri.

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