Il rischio terremoto si allarga in Emilia RomagnaLa Regione chiede una riclassificazione delle zone a rischio: attualmente sono 89 i comuni considerati sismici di seconda categoria (dove, cioè, si potrebbe verificare una scossa pari a quelle dell'Umbria o delle Marche): 76 di questi centri sono in Romagna.

L'indagine, però, risale al 1983 e, secondo l'amministrazione regionale, ha bisogno di un aggiornamento. Questo soprattutto alla luce di una ricerca del Politecnico di Milano: per la Regione sarebbero almeno 300 (su 341) i comuni che rientrano nella terza categoria (quella comunque meno pericolosa).

Tra i centri inseriti nella seconda categoria ci sono diversi capoluoghi, come Rimini, Forlì e Cesena, alcune città di medio-piccole dimensioni con grandi centri storici (Imola, Forlimpopoli, Lugo, Faenza), molti centri dell'Appennino e alcune località turistiche (Brisighella, Cervia, Santarcangelo).
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