Da più parti ormai si tenta di avere fiducia, per una forte ripresa economica dell'Italia, puntando sul patrimonio storico-culturale-architettonico, sul bene comune, sulla rigenerazione urbana, sulla equità degli investimenti pubblici, sulla bellezza del nostro territorio e delle nostre città.

Il richiamo alla bellezza per ottenere rigenerazione urbanaAll’inizio del Novecento già Daniel Burnham aveva promosso la bellezza nelle città non solo per se stessa, ma anche per creare virtù morale e civile tra le popolazioni urbane.
Il City Beautiful Movement di Daniel Burnham (progettista del Piano per Washington DC - 1901) iniziò negli Stati Uniti in risposta alla carenza di case popolari, all'aumento dell'immigrazione, alle consegueze delle depressioni economiche, al disgusto per la corruzione nel governo, alla carenza di servizi.

Il movimento fiorì per molti decenni, e in aggiunta alla costruzione di monumenti, si ottenne anche una grande influenza in urbanistica e in grandi progetti di edilizia, con una forte credenza nella creazione di una virtù morale e civile nella popolazione urbana.

Il movimento City Beautiful, concepito come esplicitamente riformista, era prevalentemente concentrato nel miglioramento delle condizioni abitative nelle grandi città, e altre cause sociali, subito trasferite in un concetto di "città bella" come obiettivo primario americano, ma anche come vero mezzo di abbellimento.

La premessa del movimento era, in realtà, l'idea che la bellezza potesse essere un efficace dispositivo di controllo sociale.
Chissà se questo richiamo alla bellezza, che ha dato il via a un’autentica rigenerazione urbana di tante città americane, non possa essere utile anche per i nostri tempi italiani, per rilanciare una nuova progettualità come autentica rappresentazione di un nuovo modo di pensare l'architettura.

Sicuramente in America fu forte l'influsso dello stile Beaux-Arts, ritenuto degno e bello, tanto che gli americani abbracciarono l'ordine dello stile, pur durante un periodo di grande disarmonia e di disordine nel loro paese.
Ma per l'Italia degli ultimi tempi non può bastare un semplice richiamo alla bellezza, serve sicuramente una nuova politica urbana, che dia slancio alle idee della nuova figura dell'Architetto a servizio della società.

Arch. Lorenzo Margiotta
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