La Camera dei Deputati, con il suo Servizio Studi - Dipartimento Ambiente e l'istituto CRESME, ha predisposto il documento "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio" con lo scopo di fornire una stima dell’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero e la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica.

Dalle stime elaborate nel documento emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2015 oltre 12,5 milioni di interventi.
Si tratta di un dato di rilevante impatto se si considera che, secondo il censimento dell’Istat, le famiglie in Italia sono 24,6 milioni, e che le abitazioni sono, sempre secondo l’Istat, 31,2 milioni.

Nello stesso periodo le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 207 miliardi di euro (una media di 11 miliardi di euro all’anno a valori correnti), di cui 178 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e poco meno di 30 miliardi la riqualificazione energetica.

Il dato a consuntivo per il 2014, che rappresenta il valore più elevato nell’intero periodo di applicazione degli incentivi, indica un volume di investimenti pari a 28,5 miliardi di euro, di cui 24,5 miliardi di euro sono relativi al recupero e 3,9 alla riqualificazione energetica.

E’ evidente quindi come i bonus fiscali abbiano letteralmente salvato il settore edilizio – che pure ha pagato negli anni 2011/2014 il 96% della perdita di posti di lavoro nella crisi economica – contribuendo altresì a spostare la gran parte degli investimenti dal mercato delle nuove costruzioni a quello del recupero edilizio e dell’efficientamento energetico.

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