A Roma, la settimana scorsa, sono state presentate le analisi del rapporto "Per le TecknoCittà. Comportamenti sociali più avanti dell'organizzazione urbana", realizzato dal Censis e dalla Rur (Rete Urbana delle Rappresentanze) l’associazione promossa dal Censis per valorizzare le città italiane.

Il rapporto TecknoCitta analisi e deduzioniLa Rete Urbana delle Rappresentanze, infatti, organizza periodicamente una riflessione sul ruolo delle comunità urbane a partire dalle tesi interpretative di un rapporto predisposto per cogliere le peculiarità della congiuntura economica e sociale.

Nell’ambito dell’iniziativa "Municipium 2012", evento ideato per esaminare e sviluppare il tema dell'organizzazione dei sistemi urbani e dei comportamenti quotidiani dei cittadini, Giuseppe Roma, Segretario Generale della Rur e Direttore Generale del Censis, e Stefano Sampaolo, Ricercatore del Censis, hanno affrontato i risultati del rapporto Tecknoittà discutendoli con gli architetti Paolo Desideri e Massimiliano Fuksas, con le conclusioni di Giuseppe De Rita, Presidente della Rur e del Censis.    

I risultati

Complessivamente, dalle evidenze del Rapporto emerge che i cittadini appaiono spesso molto più digitali ed ecologici rispetto alle organizzazioni cittadine: in Italia, infatti, le città non si modernizzano coerentemente.

Il Rapporto fornisce, in particolare, una fotografia dei comportamenti dei cittadini che vivono nei comuni con più di 10.000 abitanti e mostra come grazie alle tecnologie stanno cambiando radicalmente gli stili di vita urbani.

Sono sempre meno gli italiani che si recano alle poste per operazioni elementari che si possono sbrigare anche a distanza, come il pagamento delle bollette per le utenze domestiche (gas, luce, acqua), ma questo avviene anche perchè le sedi postali, il personale addetto e i servizi offerti lasciano molto a desiderare.

Nei comportamenti quotidiani dei cittadini, alle prese con la fatica del vivere nelle realtà urbane, grazie anche alle tecnologie e a una maggiore consapevolezza, si registrano sempre più nuove modalità per semplificare i processi, abbattere gli impatti sull’ambiente, ridurre gli sprechi.
Cresce, ad esempio la dimestichezza degli italiani con la raccolta differenziata dei rifiuti, ma l’acqua del rubinetto la beve meno della metà dei cittadini.

Cresce l’attenzione per le case ad elevato risparmio energetico (infatti tra i cittadini che dichiarano di avere intenzione di acquistare un’abitazione nel 2013, un terzo ricerca un alloggio ad elevate -se non elevatissime- prestazioni energetiche), ma al tempo stesso è molto scarsa la cura del patrimonio edilizio esistente (solo il 10% delle famiglie italiane che vivono in città ha effettuato un intervento in casa per gli infissi, gli impianti di riscaldamento o raffrescamento, la ristrutturazione di spazi interni).

Arch. Maria Luisa Gottari
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