Il nuovo decreto legge, approvato venerdì scorso, vuole rilanciare l'edilizia per attenuare la lunga crisi.
Varie sono le misure contenute nel pacchetto Sblocca Italia, con provvedimenti che dovrebbero rilanciare il nostro mercato immobiliare, ma si continua ancora a parlare di coperture economiche mancanti.

Dopo la conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è avuta però la netta sensazione che forse sono anche tanti gli obiettivi urgenti:
- riapertura dei cantieri,
- realizzazione delle opere pubbliche,
- digitalizzazione del Paese,
- semplificazione burocratica,
- emergenza del dissesto idrogeologico
- ripresa delle attività produttive,
- riforma della Giustizia.

Per il Pacchetto Sblocca Edilizia c'è il dubbio che si punti sostanzialmente, come riferito dal comunicato ufficiale, su "Grandi locazioni".
L’intervento è riferito alla locazione di grandi contesti e consentirà maggiore libertà nella determinazione dei termini contrattuali.
Avvicinando la legislazione italiana a quella europea, le parti potranno stabilire in autonomia la durata e i termini del rapporto, incentivando investimenti nel mercato italiano rispetto ai mercati esteri ed eliminando un freno allo sviluppo del mercato delle locazioni commerciali e degli immobili ad uso turistico.

Sembrerebbe invece che il decreto legge Sblocca Italia punti sostanzialmente su tutto ciò che riguarda le opere infrastrutturali, ispirandosi a quattro criteri: semplificazione burocratica, cantierabilità delle opere, aumento degli investimenti privati in infrastrutture autostradali, semplificazione edilizia.

Semplificazione burocratica.

Norme che sbloccherebbero opere già finanziate in modo che i cantieri possano partire con largo anticipo rispetto alle previsioni. È il caso della AV/AC Napoli-Bari, del collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina, degli interventi sugli aeroporti (Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno).

Cantierabilità delle opere.

Vengono sbloccate opere già finanziate con immissione di nuove risorse a condizione che i cantieri di queste opere aprano entro date certe nell'arco di dieci mesi dall’approvazione del decreto.

Aumento degli investimenti privati.

Le infrastrutture autostradali potrebbero avere un rilancio anche attraverso la revisione e quindi l’eventuale allungamento delle concessioni (quindi aumento degli investimenti privati) con la contestuale moderazione degli incrementi tariffari dei pedaggi autostradali.

Semplificazione edilizia.

Un'altra parte del decreto, ricca però di molte speranze, riguarda sempre le future norme che dovrebbero attuare la tanto attesa semplificazione burocratica dell'edilizia.

Alessandra Agrimoni

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