Il nuovo Auditorium a l’Aquila è in legno ed ubicato nel Parco del Castello cinquecentesco, al centro di una composizione progettuale di tre cubi di differenti dimensioni e disposti uno accanto all'altro in modo irregolare.
Si tratta del volume più ampio che può contenere 240 posti a sedere oltre a 50 posti per gli orchestrali, mentre gli altri due cubi serviranno per i servizi al pubblico e per camerini e spogliatoi.

Il nuovo Auditoriumnelparco a L AquilaDopo tre anni dal terremoto si può ben pensare a ricostruire e dare vita ad una città colpita in modo terribile dal sisma.
La struttura, progettata da Renzo Piano, é stata donata alla cittadinanza dalla Provincia autonoma di Trento.
E questo ha creato da subito qualche polemica (partita proprio dal Trentino) con un’interrogazione indirizzata al presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, a firma del consigliere della Lega Nord del Trentino Claudio Civettini.

Poichè si parla di una spesa 6-7 milioni di euro, per una struttura presentata come ‘provvisoria’, ovviamente sono scattate le domande solite:
- quale la scelta politica di affidare all’architetto Renzo Piano la progettazione e direzione lavori dell’opera,
- quale la relazione tra il quartiere alle Albere, progettato dallo stesso Piano e la progettazione dell’auditorium
- quale la certezza che non sia uno spreco e un danno per la città storica?

Anche Italia Nostra e molti urbanisti hanno rivolto critiche ad una operazione che però, a detta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della inaugurazione di pochi giorni fa, "non è solo un simbolo, ma è già una realtà concreta".  

Oltre al costo eccessivo (cifra che si poteva certamente utilizzare per la ricostruzione abitativa della città) è stata criticata anche l’individuazione dei progettisti degli esecutivi dell’auditorium (che fanno parte dello stesso studio del famoso architetto), con complessive parcelle di circa 756 mila euro, avvenuta senza procedure di gara.

Ma anche l'ubicazione è stata scelta forse un pò frettolosamente e in evidente contrasto con il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, visto che proprio il Sindaco de l'Aquila Massimo Cialente ha già dichiarato che l'opera non sarà più provvisoria.

Inoltre, a detta di molti, la sua posizione altera la sistemazione del verde disegnata un secolo fa, ed altro verde sicuramente dovrà essere sacrificato per la attuale inevitabile mancanza di parcheggi.

Forse, data anche la congiuntura economica degli italiani e quindi a maggior ragione degli aquilani, si dovevano utilizzare le risorse offerte dal Trentino per il recupero del Centro Storico ancora in abbandono dopo il terremoto.

Arch. Lorenzo Margiotta
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