Quattro conferenze in alcune delle più prestigiose Ville Venete per sostenere la cultura del bel costruire. I Giovani imprenditori di Ance Veneto promuovo il “Ciclo del Bello” con l’obiettivo di riscoprire il patrimonio storico-architettonico del Veneto per valorizzare la funzione della professione dell’imprenditore edile.

Philippe Daverio, noto storico dell’arte, autore e conduttore televisivo, l’architetto Giuseppe Rallo della Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, Alessandro Russello, direttore del Corriere del Veneto, e Giovanni Prearo, presidente di Ance Veneto Giovani, saranno i protagonisti del primo appuntamento, che si terrà mercoledì 25 maggio alle ore 16 a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova).
Il confronto, aperto al pubblico e gratuito previa registrazione (ancevenetogiovani@anceveneto.it), trarrà spunto dal titolo “La Villa Veneta: quando la cultura incontrava il bel costruire. E oggi?

Il Ciclo del Bello si svilupperà nel corso del biennio 2016/17 e si articolerà ogni volta nella forma di una conferenza, seguita da una visita guidata della Villa ospitante per farne apprezzare non solo le qualità artistiche e architettoniche, ma anche quelle più strettamente legate alle tecniche costruttive e dei materiali.

Le tematiche degli incontri spazieranno dall’organizzazione della struttura edilizia ai materiali e alle tecniche costruttive; dal recupero e valorizzazione degli edifici storici al valore del “bello” e della qualità delle costruzioni.

"Quando visitiamo gli esempi migliori di edifici storici in Veneto, restiamo piacevolmente sorpresi dall’armonia delle proporzioni e dalla sorprendente funzionalità di tutti gli spazi. Dietro una grande opera, c’è sempre un costruttore preparato», spiega Giovanni Prearo, presidente dei Giovani di Ance Veneto.
Oggi le imprese responsabili e capaci lavorano bene quando perseguono la cultura dell’opera edile nella sua interezza: dalla praticità al benessere abitativo e di vita, dall’efficienza alla bellezza, quale patrimonio per le generazioni future e non per il mero presente.
Sino ad oggi la cultura delle costruzioni è studiata come una realtà appartenente al passato, riferita cioè al patrimonio costruito e nel senso della protezione del patrimonio artistico e della conservazione dei monumenti storici. Che a questa cultura appartengano anche le opere contemporanee non è un fatto ancora acquisito.
Come giovani imprenditori sentiamo il dovere di promuovere questo messaggio alla nostra categoria e di sensibilizzare i cittadini, denunciando naturalmente anche gli esempi negativi e gli errori del passato. Un buon costruttore non può essere tale se non ha coscienza e cultura della storia, delle tecniche, dei materiali e della bellezza".

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