La mostra "Il Re e l'Architetto", allestita all'Archivio di Stato, si propone di offrire al visitatore di oggi un viaggio virtuale nella Torino di fine Settecento, alla ricerca di architetture pubbliche e private che evidenzino problemi di sviluppo urbanistico tipici delle capitali di Stati di età moderna (ad es. la magnificenza architettonica come immagine del potere), ma non dissimili da quelli di città minori.    

Il Re e l Architetto Viaggio in una citta perduta e ritrovataAl di là delle grandi decisioni di organizzazione del territorio, si tratta di come progettare l’inserimento di nuovi edifici nel tessuto preesistente, di confrontare costi e benefici di diverse opzioni progettuali e di scegliere per la rinuncia al progetto o la sua realizzazione.
Il viaggio nella città settecentesca consentirà di cogliere elementi significativi della complessità dello sviluppo urbano, constatando come edifici risalenti ad epoche molto diverse si integrino nella città barocca.

Le torri romane di Porta Palatina sono un esempio di testimonianza architettonica  passata attraverso i secoli mutando funzione, fino a divenire nel Settecento carcere femminile e, ai giorni nostri, oggetto di tutela come monumento storico.

Un esempio singolare, per la durata e l'ampiezza dell’intervento pubblico e privato, è quello del rettilineamento di via Dora Grossa (oggi via Garibaldi), che comportò l’abbattimento di numerosi edifici e il loro rifacimento come moderne case da reddito, sul nuovo filo delle facciate.

Il modello tridimensionale della struttura lignea della cupola della palazzina di Stupinigi testimonierà della capacità di architetti e maestri carpentieri di utilizzare in maniera innovativa tutte le risorse che la tecnologia dell’epoca metteva a loro disposizione.

L'idea è quella di alternare in mostra documenti progettuali antichi, iconografia d'epoca, modelli tridimensionali in grande scala appositamente realizzati, disegni attuali di ricostruzione e di rilievo, con il supporto di modelli virtuali digitali in movimento sullo schermo.
La mostra vuole attirare l’attenzione su edifici, alcuni tutt’ora esistenti, altri effettivamente visibili nel 1781, ma oggi scomparsi, ed altri ancora progettati e mai realizzati.

Organizzano la mostra l’Archivio di Stato di Torino con l’Associazione Amici del medesimo, l’Archivio Storico della Città di Torino, lo Studio Gritella e Associati (la mostra prende infatti lo spunto dalla donazione all’Archivio di Stato dell’archivio di Gianfranco Gritella, architetto, studioso e curatore di restauri di edifici storici).

Archivio di Stato di Torino, 8 marzo - 30 aprile 2013
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