Si svolgerà a Roma in Piazza del Campidoglio, presso i Musei Capitolini (Sala Pietro da Cortona, 22 marzo 2012 ore 9,30) la presentazione pubblica del Protocollo della qualità urbana di Roma Capitale, il primo strumento di lavoro condiviso tra pubblico e privato da applicare ai piani/progetti di trasformazione urbana complessa per aumentare la vivibilità e la sostenibilità della città e diminuire i tempi di approvazione e attuazione dei progetti stessi.

Il Protocollo della Qualita urbana di Roma CapitaleNel maggio del 2011 Roma Capitale ha affidato ad AUDIS (associazione pubblico-privata dedicata a promuovere la cultura della rigenerazione urbana), con la supervisione di Risorse per Roma spa, uno studio per la definizione del Protocollo della Qualità urbana di Roma Capitale.
Ventidue soggetti, privati e pubblici, hanno condiviso fattivamente gli obiettivi della ricerca; dieci (banche e promotori privati) hanno contribuito come sostenitori assicurando la copertura economica del lavoro; altri dodici (enti di ricerca, università, società) hanno sostenuto lo studio mettendo a disposizione le loro conoscenze e competenze professionali, aderendo come partner tecnici.

L'obiettivo comune è stato di definire e sperimentare uno strumento di lavoro condiviso tra pubblico e privato da applicare ai progetti di trasformazione urbana complessa, che garantisca sia la qualità della città e della vita dei suoi abitanti, sia la contrazione dei tempi di programmazione e approvazione dei progetti.
Uno strumento che consente di dare maggiori certezze all’Amministrazione Pubblica, alle imprese, ai cittadini e agli investitori e di interpretare il rapporto pubblico privato nei progetti di trasformazione urbana come fattore di sviluppo per tutta la collettività con forti ricadute sull’economia locale e sul sociale.

Il Protocollo della Qualità urbana di Roma Capitale è articolato in due parti:
1) la Matrice delle Qualità urbana: una checklist di criteri e parametri che impegnano l’Amministrazione Pubblica a dichiarare con precisione gli obiettivi di interesse collettivo riguardanti l’area in oggetto e gli sviluppatori a fornire una descrizione esaustiva e trasparente dei contenuti urbanistici, architettonici, sociali, economici, ambientali e culturali del piano/progetto;
2) una proposta di ristrutturazione delle Procedure amministrative che, a normativa invariata, consente di accelerare i tempi di approvazione e attuazione dei piani/progetti per coloro che accettano di sviluppare il loro piano/progetto all’interno del Protocollo.

Il Protocollo della Qualità urbana di Roma Capitale è dunque uno strumento di lavoro per:
• promuovere un cambiamento culturale nella costruzione dei progetti di trasformazione urbana,
• creare un linguaggio comune tra enti pubblici, imprenditori e cittadini per capire e condividere gli obiettivi dei piani/progetti;
• affrontare la complessità come un tratto positivo che caratterizza la città;
• rendere trasparenti le scelte per dare loro una solida legittimazione;
• ottimizzare l’uso degli strumenti di certificazione esistenti;
• velocizzazione le procedure amministrative per ottimizzare il lavoro e il tempo di tutti.

I principi ispiratori
La cultura urbana europea: la Carta Audis della Rigenerazione urbana, base condivisa del lavoro, definisce il modello di città a cui fare riferimento: la città europea, densa, che si iscrive nel filone culturale delle European Sustainable Cities con principale riferimento alle Carte di Aalborg (1994) e di Lipsia (2007) e alla dichiarazione di Toledo (2010), che individua nella rigenerazione urbana integrata la chiave della città sostenibile.

La cultura del dialogo e della partecipazione: i promotori, i sostenitori e i partner tecnici del Protocollo sono convinti che la complessità dei processi di trasformazione urbana si possa affrontare oggi solo attraverso la definizione di strumenti di dialogo pienamente condivisi.

Il metodo di lavoro
Sia per la definizione della Matrice della Qualità urbana, derivata dalla Carta AUDIS, sia per lo studio di razionalizzazione delle Procedure, AUDIS ha coordinato e portato a sintesi il contributo di tutti i soggetti coinvolti formando gruppi di lavoro misti pubblico-privati e effettuando interviste.

In questo lavoro sono stati coinvolti:
• 24 tra enti, società, università e operatori;
• 29 esperti che sono intervenuti nei gruppi di lavoro;
• 35 persone intervistate (25 tra docenti e esperti e 10 sostenitori).
Un social network riservato e costruito per la realizzazione del progetto, ha consentito di continuare le riflessioni aperte durante le riunioni dei gruppi di lavoro scambiando opinioni e documenti.

Il Protocollo è dunque uno strumento costruito attraverso la partecipazione diretta di attori diversi per natura giuridica e legittimi interessi:
• Enti Locali: sono interessati a dotarsi di uno strumento di aiuto alle decisioni che qualifichi importanti progetti per la collettività, velocizzando le complesse e costose procedure amministrative.
• Sviluppatori: sono interessati a snellire i tempi delle procedure amministrative e a migliorare il rapporto di trasparenza con i finanziatori.
• Finanziatori: sono interessati a migliorare le garanzie sulla tenuta dei piani/progetti e ridurre il rischio dei loro investimenti.
• Enti di Ricerca pubblici e privati: sono interessati a contribuire alla costruzione di strumenti operativi che tengano conto del dibattito disciplinare in corso e delle best practices nazionali e internazionali.
• Professionisti: sono interessati a portare il loro contributo di esperienza per far crescere una cultura urbanistica capace di governare la complessità e premiare le competenze.

AUDIS - Associazione Aree Urbane Dismesse
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