Presso l'auditorium della Conciliazione a Roma si è tenuto ieri l'atteso 'Professional day': un'ampio incontro di categorie professinali mirato a chiarire il proprio ruolo nella crescita nazionale ed esplicitare "Le proposte per lo sviluppo del Paese" che si articolano sui temi della semplificazione, della sussidiarietà, della innovazione, della sicurezza, dell'energia e dell'ambiente.

Il Professional DayL'evento, organizzato da Cup (Comitato unitario permanente degli Ordini e collegi professionali), Pat (Professioni area tecnica) e Adepp (Associazione delle Casse di previdenza dei professionisti), era collegato anche a 141 città distribuite in varie aree del Paese.

"Chiediamo al Governo - al di là della Riforma delle Professioni che sta ormai arrivando alla sua realizzazione - l'avvio di una concreta fase di sviluppo nella quale i professionisti italiani possano presentare una serie di proposte e ritrovare in tal modo il loro ruolo di componenti fondamentali del Paese, al quale mettono a disposizione i loro saperi e le loro competenze".
Questa la posizione di  Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti.

E mentre Marina Calderone, presidente del Cup, ribadiva che i professionisti non sono una casta e continuava ad evidenziare "la necessita'di giungere presto a una riforma delle professioni che possa essere di ausilio al comparto", giungeva la risposta dell'attuale ministro della Giustizia Paola Severino, che in un videomessaggio ha sostenuto che il professionista "deve diventare uno dei motori propulsori dell'economia. La riforma delle professioni - ha annunciato - e' pronta per essere varata. Nei tavoli di confronto costruiremo la spina dei nuovi ordinamenti che devono guardare all'Europa e al futuro".

Infatti, "la realtà italiana dei singoli professionisti e dei piccoli Studi sul territorio - secondo il Consiglio nazionale Architetti - non deve essere intesa come un peso, ma considerata una risorsa: il loro sapere artigianale deve essere messo a sistema, a basso costo, con i colleghi e con altre professionalità, rendendoli capaci di operare nei micro mercati così come nei grandi progetti e all'estero".

Ma ancor più incisive sono state le affermazioni in videoconferenza del presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura (Oua), Maurizio de Tilla, secondo il quale "i professionisti non hanno bisogno dei soci di capitali", e per questo motivo (rivendicando l'autonomia e l'indipendenza dei professioniosti dai Poteri Forti) dichiarava con forza: "No alle liberalizzazioni selvagge. Il governo Monti ci deve ascoltare".

Parole vane, visto che quasi contemporaneamente il rappresentante del Governo Monti richiedeva al Senato la fiducia proprio sull'approvazione del Decreto legge per le Liberalizzazioni, facendo cadere in un colpo solo, come da regolamento, tutti i 1.700 emendamenti presentati.

Arch. Lorenzo Margiotta
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