La mostra "Il Paesaggio Italiano. Fotografie 1950 – 2010" sarà presentata al Museo di Roma in Trastevere e quindi, in coincidenza con il semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea, in Croazia a Zagabria, poi a Osijek, Fiume e in Slovenia a Lubiana, ma anche successivamente a Vienna.

La mostra (di 130 fotografie) intende indurre a una riflessione sulle problematiche – anche complesse – di questi temi a partire dai linguaggi usati dai fotografi, che rappresentano le eccellenze della cultura visiva in Italia ed è un prezioso strumento di comunicazione istituzionale con al centro il vasto patrimonio culturale e paesaggistico della regione nel contesto del Paese.

L'intervento espositivo evidenzia i diversi modi con cui il paesaggio italiano è stato rappresentato sulla base delle diverse "scuole di pensiero" degli autori:
- i pittorialisti come Riccardo Peretti Griva o Enrico Pavonello (in giovane età),
- i fotografi vicini all'estetica Crociana (Giuseppe Cavalli, Piergiorgio Branzi, Alfredo Camisa, Giuseppe Moder, Raffaele Rotondo, Dino Bruzzone),
- gli aderenti a La Gondola tra cui Gianni Berengo Gardin, Elio Ciol, Fulvio Roiter, Gino Bolognini, Giuseppe Bruno,
- i neorealisti Luigi Crocenzi, Gianni Borghesan e Nino Migliori all’inizio della sua carriera artistica,
- i paesaggisti del Touring Club Italiano, Bruno Stefani, Toni Nicolini, Ezio Quiresi e negli anni successivi Francesco Radino.
- i fotogiornalisti, Giorgio Lotti, Carla Cerati, Paolo Monti.

Per i grandi maestri Mario Giacomelli e Ugo Mulas il paesaggio era strettamente legato alla letteratura mentre in Franco Fontana diventava una terra incantata che riassumeva le estetiche del paesaggio rinascimentale.

Già alla fine degli anni ’60 Guido Guidi ha iniziato a presentare i suoi paesaggi marginali anticipando le problematiche attuali dei non luoghi e poi con Luigi Ghirri, sulla base della critica alla "visione cartolinesca" venne avviato dagli anni ‘70 il nuovo viaggio in Italia che fece emergere di conseguenza un nuovo modo di intendere la fotografia, quindi la bellezza del Mediterraneo e la sua ricchezza culturale (Giuseppe Leone, Ferdinando Scianna, George Tatge) fino alla dimensione urbana (Gabriele Basilico, Mario Cresci, Olivo Barbieri, Luca Campigotto, Gianantonio Battistella, Vittore Fossati, Andrea Abati, Marco Zanta, Nicola Lorusso, Nunzio Battaglia, Vincenzo Castella).

Nel corso degli anni, una parte dei fotografi italiani ha proseguito nella ricerca più tradizionale di quelli che oramai sono probabilmente gli ultimi scorci della bellezza del paesaggio.
Infine, è la visione contemporanea del paesaggio oramai frammentato che viene proposta da Massimo Vitali, Moreno Gentili, Cristina Omenetto, Giovanni Gastel, Marco Signorini, Marco Campanini, Maurizio Montagna, Massimo Siragusa,Maurizio Galimberti e i giovani fotografi friulani Samantha Banetta, Marco Citron e Luciano Gaudenzio.

Roma, 23 gennaio – 23 marzo 2014
Fonte: www.ilgiornaledelfriuli.net

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