Al concorso di progettazione del nuovo centro congressi in Fiera, hanno partecipato otto aziende costruttrici che si sono avvalse della collaborazione di altrettanti progettisti, alcuni di fama mondiale, anche archistar -quindi- del calibro di Kengo Kuma e Goncalo Byrne.

Il Nuovo centro congressi alla Fiera di PadovaDue giorni fa sono stati aperti i plichi dei partecipanti. Tutti progetti interessanti per il novo Centro Congressi che sorgerà al posto dell'attuale e storico Palazzo delle Nazioni, la cui facciata dovrà essere preservata come obbligo previsto dal bando di gara.

Dopo la gara d'appalto, la realizzazione del nuovo Centro Congressi, che sorgerà alla Fiera di Padova, sarà possibile grazie all'accordo dello scorso anno tra la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Padova.
L'opera costerà 33 milioni e sarà pagata per 12,5milioni di euro dal Comune (8 milioni di euro quale valore del Palazzo delle Nazioni e altri 4,5 liquidi), 12,5 milioni dalla Camera di Commercio, 6,2 milioni dalla Provincia, ed un mutuo di 2 milioni di euro attivato con Fiera Immobiliare.

Questi i progetti

- Progetto del padovano Studio Altieri con la piemontese Codelfa Spa e Gemmo.
La facciata del Palazzo delle Nazioni mantiene la sua impronta ma il retro, soprattutto di notte, risulta affascinante. Al rigore del frontale si contrappone una sfaccettata e luminosa struttura che si sviluppa sul lato nord.
- Progetto del tedesco Hans Kollhoff con la romana Ics Spa.
L’unico indizio è un’immagine frontale in cui la facciata del Palazzo delle Nazioni si distacca da un imponente blocco alle sue spalle. Ad unire le due strutture, un tetto che le copre entrambe dove predomina la luce, specialmente notturna.
- Progetto del giapponese Kengo Kuma con la padovana Intercantieri Vittadello Spa.
Una grande cornice bianca racchiude l’ingresso. La creatività dell'archistar giapponese si apprezzerà specialmente di sera quando l'ntera opera si trasforma grazie alle grandi vetrate.
- Progetto di Goncalo Byrne con la trevigiana Setten Genesio Spa. Viene proposto un centro congressi sviluppato su due volumi e sull’alternanza vuoto-pieno. Anche qui, Goncalo Byrne punta sul vetro e sulla trasparenza della facciata del Palazzo delle Nazioni.
- Progetto dello Studio Lvl Architettura, del padovano Aurelio Galfetti con la bolognese Cooperative Costruzioni.
Anche questo progetto punta soprattutto sul vetro pur conservando lo stile del frontale del Palazzo delle Nazioni.
- Progetto dello Studio Pfp Planungs Gmbh del tedesco Jorg Friederic con la trevigiana Carron Cav Angelo Spa.
Qui viene spostato il focus del centro congressi mettendo l’ingresso principale a nord. Tra le novità anche un nuovo volume che, guardando il Palazzo delle Nazioni, è sulla destra.
- Progetto del genovese Studio 5+1 con la Sac (Società appalti e costruzioni) di Roma.
Questa progettazione comprende un padiglione dalle forme rotondeggianti sull’ala sinistra del frontone. Ad accogliere i congressisti un ampio foyer dominato da una scala sui toni del rosso.
- Progetto dello Studio GMP del tedesco Mark Volkin con la padovana Mantovani Spa.
Qui la facciata è rivisitata nei toni del rosso, mentre per i lati della struttura si privilegiano le trasparenze.

Arch. Maria Renova
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