Durissima la presa di posizione dell'OICE, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, sulla sentenza del Consiglio di Stato del 3 ottobre 2017 che ha ammesso la possibilità che servizi tecnico-professionali possano essere resi anche senza corrispettivo quando il committente sia una Pubblica Amministrazione.

Per il Presidente OICE: "Innanzitutto va precisato che la sentenza riguarda un caso precedente il decreto correttivo del codice che ha vietato alle amministrazioni di prevedere come corrispettivo forme di sponsorizzazioni o rimborsi come remunerazione delle attività di ingegneria e architettura, ma è nel merito delle argomentazioni che non si può essere in alcun modo d'accordo con la sentenza".

Per Scicolone "È semplicemente folle immaginare che un professionista o una società possano svolgere attività che impattano sulla sicurezza dei cittadini e sull'efficienza ed efficacia degli investimenti pubblici senza alcun corrispettivo, nel presupposto di non meglio identificate, e francamente inquietanti, altre utilità. I giudici, animati dal solo intento di legittimare ogni forma di contenimento della spesa, anche sulle spalle di giovani professionisti che lavorano in studi e società, hanno preso un vero e proprio abbaglio non considerando che il paragone con gli enti no profit è palesemente improprio perché - come è noto - anche per tali enti i fattori della produzione, cioè il lavoro, sono ovviamente inglobati nel corrispettivo, ancorché ridotto".

Per l'OICE "Si deve decidere se, dopo le vessazioni continue del settore pubblico che costringe a pagare una tassa per partecipare alle gare, a rimborsare le spese di pubblicità dei bandi di gara e ad accettare clausole inique sui pagamenti, progettisti, studi e società di ingegneria devono definitivamente chiudere o rivolgere la propria attenzione all'estero dove la professionalità è apprezzata (nel senso letterale della parola). Noi non ci stiamo e ci appelliamo al Governo, al Parlamento, all'ANAC e agli altri colleghi del nostro settore affinché prendano posizione su questa scellerata pronuncia che rappresenta un vero e proprio insulto alla dignità di chi in Italia lavora per progettate edifici e infrastrutture all'avanguardia, investendo in innovazione e ricerca, per non parlare di chi all'estero porta alta la bandiera del Made in Italy professionale; e, a monte di tutto, vale ancora in questo paese l'articolo 1 della costituzione? Siamo ancora una Repubblica fondata sul lavoro?".

“Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l’ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la Sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso TAR, ha considerato legittimo quel bando”.

Questo il commento del Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), Giuseppe Cappochin, alla sentenza n. 4614 del 3 ottobre 2017 con la quale il Consiglio di Stato ha dato il via libera ai contratti a titolo gratuito per i professionisti.

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?