E’ con piacere che si segnala una pubblicazione di analisi e ricerca, che ricorda il grande lavoro dell’Arch. Marcello Piacentini a Bergamo.
Il volume si articola in tre capitoli e analizza l’ambiente civile e architettonico nel rapporto con la sua storia, la relazione intima tra luogo e progetto, la sua identità.

Dall’introduzione della pubblicazione si legge che l’obiettivo della ricerca è il complesso architettonico del Centro Piacentiniano di Bergamo disegnato dall’architetto Marcello Piacentini nel secolo scorso, e considerato tuttora dai bergamaschi il «salotto della città» al quale è dedicata l’attenzione dell’Amministrazione comunale presiduta dal Sindaco Gori a valle di un concorso per la riqualificazione dell’area.

L’opera Piacentiniana rimane il cuore di Città Bassa: un fondamentale crocevia, un luogo di passaggio, di condivisione e che vuole continuare ad essere vivo e concretizzare la propria dinamicità urbana nelle sfide del futuro, tra storia e smart city.

Protagonista del secondo capitolo è Marcello Piacentini e il Progetto Panorama, redatto in collaborazione con l’Ing. Quaroni, vincitore del concorso del 1907.
L’analisi dell’attività dell’architetto e la definizione del progetto in collaborazione con l'ing. Angelini e le diverse committenze, l’analisi dell’area edificio per edificio, dei caratteri tipologici ed insediativi, le relazioni con i contesti, sono alla base dei contenuti proposti.

In questa sede vengono presentati i rilievi inediti degli isolati del Centro Piacentiniano, condotti all'interno del laboratorio di Fondamenti della Rappresentazione del Politecnico di Milano, tenuto dagli autori. Analisi metrico - proporzionali dei fronti rilevati, originali ed autografe, ci conducono ad una approfondita riflessione su Marcello Piacentini architetto, sulla consuetudine ad usare griglie progettuali molto ben definite.

"Il centro storico, il suo patrimonio artistico e la conservazione del tessuti edilizi, hanno un'intrinseca capacità di attrazione ai fini del marketing territoriale; una naturale vocazione dei centri storici italiani che deve essere salvaguardata sia come patrimonio culturale per la memoria collettiva sia come valorizzazione di una struttura urbana cruciale per la vita contemporanea".

Gli autori

Alessandro Bianchi, (Rimini 1969), architetto e dottore di ricerca in Disegno, è docente presso la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano dal 2001, e Professore Associato nel Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU). Si interessa, fra pratica e teoria, delle relazioni fra disegno e progetto e dei riflessi sulla rappresentazione dell'architettura e del paesaggio. Curatore della mostra e del convegno di studi "Palazzo Te allo Specchio", promosso dal Centro Internazionale d'Arte e Cultura di Palazzo Te alle Fruttiere nel 2013. Nel 2015 vince il premio per l'innovazione tecnologica del SIE Bologna 2015 con il progetto "First Aid Clinic, smart building".

Massimiliano Zigoi, (Milano 1968), architetto e professore incaricato presso la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. Ha collaborato con la rivista Controspazio ed attualmente scrive per Icon. Diversi suoi disegni sono stati pubblicati in riviste di architettura. Nel 2006 è diventato consulente del progetto Cohousing Italia. Nel 2008 ha curato l’allestimento della mostra “10 Euro al mq” presso la Triennale di Milano. Il progetto KUBO è stato selezionato da Scic Cucine nell’ambito della Milano Design Week 2012. Nel 2013 ha esposto alla Milano Design Week l’installazione Leukos.

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