Al fine di agevolare l’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti (cosìdetto split payment) introdotto dalla legge di stabilità 2015, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare N.1/E del 9.2.2015 per fornire i primi chiarimenti interpretativi circa la individuazione dell’ambito applicativo.

La circolare ha confermato che, in relazione agli acquisti di beni e servizi effettuati dalle pubbliche amministrazioni, l’IVA addebitata dal fornitore nelle relative fatture dovrà essere versata dall’amministrazione acquirente direttamente all’erario, anziché allo stesso fornitore, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta.

Il meccanismo della scissione dei pagamenti si applica, quindi, a tutte le operazioni documentate mediante fattura emessa dai fornitori, per contrastare i fenomeni di evasione e le frodi IVA.

Secondo l'erario la predetta disposizione mira a garantire, da un lato, dal rischio di inadempimento dell’obbligo di pagamento dei fornitori che addebitano in fattura l’imposta e, dall’altro, gli acquirenti, dal rischio di coinvolgimento nelle frodi commesse da propri fornitori o da terzi.

Ma ciò implica un diverso meccanismo di applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto e quindi, si legge nella circolare, " il Dipartimento delle finanze ha inoltrato alla Commissione europea la richiesta di una misura di deroga ai sensi dell’art. 395 della direttiva 2006/112/CE che autorizzi l’Italia a prevedere che per le forniture di beni e servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni queste ultime siano responsabili del pagamento dell’imposta.

Intanto, nelle more del rilascio della misura di deroga da parte del Consiglio dell’Unione europea, la nuova norma va comunque applicata, ma solo per le operazioni documentate con fatture emesse dal 1° gennaio 2015, e non quelle per le quali è stata emessa fattura entro il 31 dicembre 2014 con pagamento successivo.

Sanzioni

L'Agenzia delle Entrate ha precisato, comunque, che "possono essere fatti salvi i comportamenti finora adottati dai contribuenti, ai quali, pertanto, non dovranno essere applicate sanzioni per le violazioni - relative alle modalità di versamento dell’IVA afferente alle operazioni in discorso - eventualmente commesse anteriormente all’emanazione del presente documento di prassi."

Ne consegue che ove le pubbliche amministrazioni, o i fornitori, dopo il 1° gennaio 2015, abbiano diversamente operato non incorreranno in sanzioni.

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