Visto il persistere della recessione economica in atto, i cui effetti sono particolarmente severi per gli appartenenti alle professioni tecniche, l'INARCASSA ha comunicato (InarNews di dicembre) che il Comitato Nazionale dei Delegati aveva approvato una modifica al Regolamento Generale Previdenza 2012, che introduce la possibilità di derogare dal pagamento del contributo soggettivo minimo.

Gli iscritti attivi che prevedono di realizzare un reddito professionale al di sotto della soglia limite (che per l’anno 2013 era € 15.517,00), avranno la facoltà di presentare istanza per versare il contributo soggettivo in proporzione al reddito fatturato e dichiarato (14,5% sul reddito), fermo restando l’obbligo legato alla contribuzione minima integrativa (il 4%); tale facoltà potrà essere esercitata al massimo per cinque annualità nell'arco dell'intero periodo di iscrizione ad Inarcassa, antecedente il pensionamento.

Per accedere a detta deroga, dalla quale sono esclusi i giovani “under 35” e i pensionati, gli interessati dovranno presentare formale istanza entro il termine stabilito annualmente dal Consiglio di Amministrazione.
Coloro che si avvarranno di detta facoltà avranno un’anzianità previdenziale determinata quale proporzione tra l’importo del contributo soggettivo versato rispetto al contributo soggettivo minimo dello stesso anno.

Entro i cinque anni successivi a quello per il quale è stata esercitata la facoltà di cui sopra e comunque prima di accedere alla pensione, c’e’ la possibilità di recuperare l'anzianità previdenziale dell'anno, versando la differenza tra il contributo minimo soggettivo dovuto ed il contributo soggettivo versato; l'onere a carico dell'iscritto viene determinato mediante il Regolamento Riscatti.

Purtroppo va ricordato che si tratta ancora di una norma che esclude i giovani professionisti.
Infatti, contemporaneamente alle nuove disposizioni di cui sopra, non è stato evidenziato dalla Inarcassa che (secondo il Nuovo Statuto previdenziale del 2012) "la Giunta Esecutiva può provvedere alla revisione degli iscritti con riferimento ai requisiti di continuità dell’esercizio professionale nell'ultimo quinquennio, rendendo inefficaci agli effetti della anzianità di iscrizione i periodi per i quali, entro il medesimo termine, detta continuità non risulti dimostrata".

A convalida di ciò, e forse a anche a spiegarne bene gli effetti, è emerso sui media che "in questi giorni gli architetti e gli ingegneri che non hanno avuto un fatturato, si sono visti recapitare una lettera che li informa che Inarcassa, dopo aver proceduto alla verifica del reddito il cui volume d’affari risulta nullo, qualora non fossero in grado di confutare l’evidente assenza di continuità professionale entro 30 giorni, provvederà a ridurre gli anni di anzianità di iscrizione".

Facile dedurre che quest'ultima norma colpirà maggiormente e inevitabilmente i giovani professionisti che, stante il perdurare della crisi occupazionale, della crisi dell'edilizia, della crisi del lavoro in genere, si troveranno anche nella condizione di non poter riuscire a raggiungere gli anni di contribuzione minima per avere la pensione.

L'Italia continua a deludermi.
Ing. Enzo Ritto

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