L’IMU è l’imposta municipale unitaria che, a partire dal 2012, sostituisce l’ICI e, relativamente a tutti gli immobili non locati, anche l’IRPEF e le addizionali all’IRPEF regionali e comunali.

IMU cambiano le regole per le esenzioniL’IMU si applica al possesso di qualunque immobile (terreni, aree fabbricabili e fabbricati, comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa) e va pagata da proprietario, titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi, concessionario nel caso di concessione di aree demaniali e il locatario in caso di leasing.

Esenzioni

Sono comunque previste, oltre alle decisioni dei Comuni che possono deliberare (riduzione o esenzione) nei confronti delle ONLUS, le seguenti esenzioni dal versamento dell'IMU per:

a) gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle Comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali; (Confronta rilievo n. 14)
b) i fabbricati classificati nelle categorie catastale da E/1 ad E/9;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5 bis del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.601 e successive modificazioni;
d) i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e loro pertinenze;
e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato Lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con Legge 27 maggio 1929, n. 810;
f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri ed alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
g) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della Legge 27 dicembre 1977, n. 984, in base all’elenco riportato nella Circolare n. 9 del 14 giugno 1993. Tale disposizione deve essere recepita nel regolamento solo nell’ipotesi in cui il Comune rientri in detto elenco, con eventuale ulteriore specificazione dei terreni che
beneficiano dell’esenzione se il Comune è classificato come parzialmente delimitato;
h) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c) del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della Legge 20 maggio 1985, n. 2227; (Confronta rilievi n. 15.1 e 15.2)
i) i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3 bis, del Decreto Legge 30 dicembre 1993, n. 557, ubicati nei Comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’ISTAT8. Tale disposizione deve essere recepita nel regolamento solo nell’ipotesi in cui il Comune rientri in detto elenco.

La novità

Il 23 novembre  2012, sulla Gazzetta ufficiale n. 274, è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 19/11/2012 n.200, Regolamento (IMU) del Ministero dell’Economia, corretto in base alle indicazioni del Consiglio di Stato, con le precise definizioni che distinguono l'interpretazione dei vari immobili esonerabili dal versamento dell'imposta.

Sono gli edifici non commerciali, appartenenti ai sindacati, ai partiti politici, agli enti no profit, alla Chiesa, e altre associazioni; però anche quest'ultima distinzione forse non sarà sufficiente a chiarire i dubbi della Commissione europea.

Il nuovo regolamento sull'IMU pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, è in attesa di essere  verificato da Bruxelles in merito alla compatibilità con le norme eurepee, perchè queste esenzioni potrebbero essere considerate come aiuti di stato illegali: in pratica l’obiezione di Bruxelles è che l’esenzione dal tributo rappresenta un indebito vantaggio rispetto alle altre imprese.

Il problema

Ma il dilemma è proprio questo: per l'attuazione corretta del dispositivo legislativo bisogna separare le attività commerciali da quelle che tali non sono, sapendo che l'operazione ricade sull'operato dei Comuni italiani.
Specialmente con riferimento agli immobili della Chiesa Cattolica destinati anche ad attività educativa, come faranno i Comuni a dstinguere le attività prettamente non commerciali?
Come si potranno definire gli istituti scolastici come immobili commerciali?

La vicenda è anche abbastanza nota.
La legge istitutiva dell’ICI, confermata dalla trasformazione in IMU, prevedeva l’esenzione per gli edifici di culto.
Nel corso degli anni, però, incerta è stata l'interpretazione verso i criteri con cui il beneficio dovesse essere applicato a tutti i soggetti no-profit (compresi sindacati, partiti e altre associazioni).

Nel 2004, infatti, veniva precisato (solo da una sentenza della Cassazione) che le attività assistenziali, sanitarie, didattiche culturali o di altro tipo, per quanto esercitate da enti no profit, dovessero comunque avere un carattere non commerciale.
Attendiamo quindi le valutazioni di Bruxelles, per poter avere finalmente una certezza.

Arch. Lorenzo Margiotta
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