Da recenti notizie si apprende che il Governo vuol far fronte all'impegno assunto di chiarire il principio di "autonoma organizzazione" del professionista.
Finalmente si saprà definitivamente se i professionisti sono o non sono soggetti all'imposta dell'Irap.

I professionisti non sono soggetti a IRAPIn questa situazione di emergenza economica non si è molto fiduciosi, però, che le entrate dello Stato rinuncino definitivamente ad acquisire questa vera e propria tassa abusiva.
Ma intanto l'impegno assunto ieri dal Governo nel testo della Delega Fiscale così recita: "Nell'ambito dell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo chiarisce la definizione di autonoma organizzazione ai fini della assoggettabilità all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) dei professionisti e dei piccoli imprenditori".

E' da molti anni che l'Agenzia delle Entrate continua ad esigere l'imposizione dell'Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) anche dai singoli professionisti che svolgono la propria attività professionale in forma strettamente individuale, senza l'ausilio di dipendenti o collaboratori e con beni strumentali strettamente necessari alla professione.

Il chiarimento del Governo, quindi, potrebbe determinare una vera svolta ed escludere i liberi professionisti dall'assoggettabilità del tributo.
Finalmente sarà appurato e sancito che uno studio professionale "organizzato" non è una "organizzazione", seppur in perfetta autonomia.

Va ricordato, comunque, che al riguardo c'è già molta giurisprudenza – anche di Cassazione- la quale ha chiarito (con varie decisioni di merito) che il presupposto dell'Irap non è il reddito ma l'esercizio abituale di un lavoro autonomo con l'ausilio di una struttura organizzata, cioè di un complesso, autonomo e distinto dalla figura lavorativa del contribuente, capace di creare "valore aggiunto" rispetto alla mera attività personale del contribuente.
Quel che rileva la Cassazione, ai fini del presupposto d'imposta, è solo l'autonoma organizzazione e non l'entità dei compensi o l'uso di attrezzature tecniche.
Infatti, la ricchezza prodotta dall'impiego coordinato delle proprie facoltà mentali, attitudini e spirito di iniziativa costituisce profitto esclusivamente derivante dalle capacità del professionista che come tale non può essere ritassato dopo avere scontato l'Irpef quale reddito di lavoro autonomo, in quanto costituirebbe una illegittima duplicazione.
(cfr. Cass. 26144 e 26681 del 2008; 3678 del 08.02.2007; ordinanza n. 19607 del 16.09.2010; sentenza 19688/2011 del 27.9.2011).

Speriamo che questa volta il Governo riesca in tempi brevi.

Arch. Lorenzo Margiotta
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?