Anno nero delle costruzioni, questa la definizione che si può dare al 2012 secondo i recentissimi dati pubblicati dall'ISTAT.

I dati ISTAT dell Edilizia la speranza per la ripresa non si arrestaDa gennaio a dicembre infatti si è registrato un calo del 14% della produzione rispetto al 2011, un dato peggiore dall'inizio delle serie storiche (1995) e che tiene conto sia della produzione di nuovi fabbricati sia della manutenzione.
Ma l'Istat ha sottolineato anche che su base tendenziale il dato - corretto per gli effetti di calendario  (giorni lavorati) - è pari a un dato negativo del 15,4%.

Con riferimento ai dati Istat che riportano la crisi del comparto edile, Emilio Bianchi, direttore di Senaf - la società che organizza Expoedilizia, la fiera internazionale per l'edilizia e l'architettura (Fiera di Roma, 21-24 marzo 2013) - ha così commentato:

"Ogni giorno ci troviamo ad ascoltare i problemi che colpiscono le imprese del settore delle costruzioni.  Le proteste dei giorni scorsi a Milano unite ai dati preoccupanti diffusi dall’Istat danno una chiara fotografia della realtà che queste aziende stanno vivendo. Un segnale che occorre trovare al più presto una soluzione  per il rilancio del comparto.
Una spinta al cambiamento che deve partire anche dalle imprese stesse, le quali, secondo quanto emerge dall’ultimo Osservatorio di Expoedilizia, risultano ferme su posizioni attendiste."

Si tratta per la maggior parte di piccole e medie imprese "che hanno bisogno non solo di essere sostenute sotto il profilo economico-finanziario, ha continuato Emilio Bianchi, ma soprattutto di essere indirizzate verso concrete opportunità di business, come ad esempio l’offerta di servizi legati alle energie rinnovabili e all’efficientamento degli edifici, sostenuti tra l’altro dalle recenti disposizioni ministeriali in materia: provvedimenti da cui, sempre secondo il nostro Osservatorio, oltre la metà delle imprese si aspetta un aumento del fatturato che arriva fino al 40%".  

Tutta l'Italia ha bisogno di una ripresa forte delle opportunità per l'edilizia.
E l'ANCE (Associazione nazionale costruttori edili) denuncia al governo Monti gravi responsabilità in merito.
Raggiungono, infatti, 39 miliardi i fondi disponibili per gli investimenti in edilizia, ma mai spesi per vincoli del patto di stabilità o ritardi dopo gli stanziamenti del Cipe.

E il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti rilancia le proprie richieste per riavviare il mondo delle costruzioni con l'esplicita richiesta di sboccare queste risorse perchè potrebbero creare oltre 660.000 posti di lavoro e una ricaduta di 130 miliardi.

Alessandra Agrimoni
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