Con la pubblicazione di 5 bandi per accordi quadro, divisi in 32 lotti e con un valore complessivo di 196,3 milioni di euro, l’ANAS ha provocato un vero boom del mercato a novembre.

Senza i 5 bandi dell’ANAS, il cui valore raggiunge l’88% di quanto messo in gara nel mese, il valore sarebbe di 27,6 milioni di euro, mostrando cali del 33,9% sul precedente mese di ottobre e del 46,3% su novembre 2016.

Tale dato andrà analizzato alla luce di quanto accadrà nei prossimi mesi, per capire se si è all’inizio di una “fase calante” o se il dato in diminuzione di novembre è solo di tipo congiunturale, anche considerando che, sempre per la sola progettazione, il bilancio complessivo del 2017 è largamente positivo.

“La pubblicazione di 5 importanti bandi ANAS ha capovolto l’andamento del mese di novembre, che senza questi bandi sarebbe stato fortemente negativo – ha dichiarato Gabriele Scicolone, Presidente OICE – essendo la prima volta dall’entrata in vigore del codice appalti che, escludendo i bandi ANAS, il resto delle stazioni appaltanti frena per più di un terzo. Vedremo se si è trattato di un episodio isolato; non vorremmo che fosse una prima conseguenza indotta dalle ripetute voci, tipicamente “elettorali”, che invocano o anche prefigurano la cancellazione o la sospensione del codice.

Passi indietro che rievocano quanto accadde con la legge Merloni non sono utili né produttivi per un settore che inizia a stabilizzarsi normativamente dopo il correttivo e che non ha bisogno di ulteriore caos ma, semmai, di una rapida attuazione, senza se e senza ma. Il Governo sta dando un importante impulso, da ultimo anche con il varo del decreto BIM, opportunamente graduato nella sua applicazione, che certamente imporrà a tutti, amministrazioni progettisti e imprese, un salto di qualità in termini di innovazione, efficienza e professionalità”.

Per Scicolone il problema rimane quello del miglioramento delle condizioni del mercato:
“Se si vuole immaginare qualche intervento ulteriore sul codice, si può intervenire per rendere più semplice la procedura di partecipazione alle gare attraverso la rapida messa a regime della banca dati degli operatori economici e per la riduzione dei ribassi eccessivi, anche a valle della legge che ha introdotto il principio dell’equo compenso per le prestazioni professionali”.

Tornando all’osservatorio, sono sempre molto alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino alla fine di novembre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2015 è al 40,0%, per quelle pubblicate nel 2016 al 42,3%, per le gare pubblicate nel 2017 il ribasso arriva al 42,5%.

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