Gustavo Giovannoni, oltre ad essere storico e critico dell'architettura, ingegnere, architetto e urbanista, molto attivo anche nel campo didattico e organizzativo, fu considerato il "maggiore conoscitore" della storia
dell'architettura italiana.
Amava definirsi "ingegnere umanista" Gustavo Giovannoni (1873-1947), una delle figure centrali per
l'urbanistica e l'architettura italiane nella prima metà del Novecento.

Nel suo lavoro ha unito alla ricerca teorica e accademica (fra i principali promotori della prima Facoltà universitaria d'architettura in Italia (quella di Roma) nella quale ricoprì la cattedra di Rilievo e Restauro dei monumenti), la creazione di piani urbanistici (Roma, Bergamo, Siena, Bari, Cagliari, Pisa e Catania) la stesura e la realizzazione di progetti architettonici articolati, la cura per il restauro esteso dai monumenti alla città antica nel suo complesso, l’attenzione all’ambiente naturale nel suo rapporto con la città.

Nel 1921 in collaborazione con Marcello Piacentini fondò la rivista "Architettura e Arti Decorative" (pubblicata per 10 anni) di cui ne fu direttore fino al 1927 e membro del Consiglio direttivo fino al 1930.
Il periodico presentava, con la massima attenzione, critica e saggi sulla storia dell'arte, sottolineando l'influenza dell'Art Nouveau nell'architettura italiana, e, accanto alle tendenze innovative mondiali, faceva conoscere opere dei più importanti architetti europei e mondiali.

A Roma, la mostra “Tra storia e progetto” presenta, in larga parte per la prima volta al pubblico, una selezione ragionata del suo ricchissimo archivio conservato presso la Casa dei Crescenzi, sede del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura fondato da Giovannoni stesso nel 1939.

I disegni, gli schizzi, le fotografie e gli altri documenti, testimoniano il respiro della produzione di studioso, teorico e progettista di Giovannoni negli anni 1895-1947. In questo arco di tempo lo studioso informato e sensibile al contesto culturale di respiro europeo, recupera e metabolizza in chiave italiana gli apporti del dibattito internazionale nei diversi campi: della storia, del progetto a scala architettonica e urbana, del restauro e della tutela ambientale.

Curata dal Centro di Studi per la Storia dell’Architettura, la mostra è realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma.
Roma, Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano, Viale Enrico De Nicola, 79, 5 febbraio – 15 marzo 2016

La Mostra

L’esposizione è stata articolata in diverse sezioni, ciascuna dedicata a illustrare un aspetto della multiforme biografia intellettuale dell’Ingegnere Umanista.

SEZIONE I - GIOVANNONI E LA STORIA DELL’ARCHITETTURA
(a cura di Piero Cimbolli Spagnesi, Augusto Roca De Amicis, Marisa Tabarrini)
La sezione illustra i più importanti studi dedicati da Giovannoni a monumenti dell’antichità romana, del medioevo e del classicismo. I disegni confermano la centralità assegnata alla storia dell’architettura, considerata uno strumento non solo didattico, ma imprescindibile per affrontare il progetto. Emerge la peculiare impostazione metodologica dello studioso che, rispetto all’estetica idealistica, (purovisibilismo e “studi di superficie”), si fonda su un approccio più articolato con ampio uso analitico del disegno, esteso a un attento rilievo grafico di strutture e materiali.

SEZIONE II - ARCHITETTURE, CITTÀ, PAESAGGIO
(a cura di Simona Benedetti, Ilaria Delsere, Fabrizio Di Marco, Andrea Pane, Maria Piera Sette)
L’attività di progettista rappresenta l’aspetto meno conosciuto di Giovannoni che, non limitandosi allo studio alla ricerca teorici, spesso si misura direttamente con nuove opere edilizie, a diverse scale, e con piani urbanistici. La sezione è articolata in due parti, dedicate, rispettivamente, alle architetture progettate in prevalenza a Roma e nel Lazio, e agli interventi di trasformazione dell’ambiente urbano, ponendo in evidenza anche la sua attenzione all’analisi e alla tutela del paesaggio.

SEZIONE III - LA SCIENZA DEI MONUMENTI
(a cura di Maria Grazia Turco, Claudio Varagnoli)
Il restauro è per Giovannoni l’ambito in cui diverse competenze trovano una sintesi: storia, rilievo e progetto, conoscenze scientifiche, competenze tecniche e valenze estetiche. Il suo “metodo positivo” è articolato su due capisaldi: la storia analitica, che indirizza a preservare le tracce del passato, e la concezione dell’opera architettonica come organismo, che guida alla sua interpretazione unitaria e coerente. Più che i concreti interventi, criticamente controversi, sono gli strumenti concettuali approntati negli scritti, e in parte confluiti nella Carta del 1932, a costituire il suo lascito alla cultura del restauro nel panorama non solo nazionale.

SEZIONE IV - GIOVANNONI E LE ISTITUZIONI
(a cura di Marina Docci, Marina Magnani Cianetti)
La sezione conclusiva ricostruisce i rapporti con le istituzioni di Giovannoni, lungo principali tappe della sua carriera, dalla formazione ai diplomi accademici. Manoscritti, dattiloscritti, disegni, fotografie, mostrano Giovannoni impegnato su vari fronti: dalla riforma dell’insegnamento dell’architettura in Italia –risultando tra i promotori dell’istituzione nel 1919 della Regia Scuola Superiore di Architettura di Roma– all’informazione e divulgazione della conoscenza dell’architettura tramite il veicolo delle riviste («Architettura e Arti Decorative» e «Palladio»). Una testimonianza dell’ampiezza dei suoi interessi e del suo impegno.

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