Il sodalizio di Klimt e Hoffmann era fondato sull’ideale condiviso dell’opera d’arte totale, che prevedeva l’integrazione tra architettura, pittura, scultura e arti applicate, finalizzata alla creazione di spazi moderni e organici.

Gustave Klimt e Josef Hoffmann a VeneziaErano due grandi amici che per quasi vent’anni unirono le loro aspirazioni con grandi esperienze condivise.
Un rapporto molto stretto il loro, come testimonia il fatto che Gustav Klimt chiese a Josef Hoffmann di progettare il suo atelier. In più di un’occasione inoltre, Hoffmann disegnò dei gioielli che il pittore regalò ai membri della sua famiglia.
Questo rapporto ideale tra due personalità eccezionali fu interrotto dalla morte improvvisa di Klimt nel 1918.

A un secolo dalla sua clamorosa partecipazione alla Biennale di Venezia (1910), Klimt torna in laguna come protagonista di una straordinaria esposizione, che si tiene nelle sale del Museo Correr fino all'8 luglio 2012.
Felice occasione per festeggiare i 150 anni dalla sua nascita (1862-2012), l’esposizione si esprime dalla curatela scientifica di Alfred Weidinger, uno dei massimi esperti dell’artista austriaco.

"Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione", questo il titolo della rassegna veneziana, presenta grazie ad un ciclo eccezionale di dipinti, rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche elaborate ricostruzioni e interessanti documenti storici, la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione Viennese, istanza di quel modernismo europeo che ebbe tra i suoi protagonisti di spicco personaggi come George Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser, e soprattutto l’amico di tante avventure intellettuali e progettuali, Josef Hoffmann.

La prima sezione è dedicata agli esordi della Secessione, di cui faceva parte anche il fratello di Klimt, Ernst, presente con le sue opere così come Franz Matsch. La seconda sezione è un’autentica messa in visione di una serie di importanti apparati, tra cui foto, documenti e biografie.
Nella terza e quarta sezione vengono messi in luce due aspetti dell’arte secessionista: la figura e il paesaggio. Vi si trovano opere quali La Medusa di von Stuck e Lady davanti al camino di Klimt.

Proprio la collaborazione con Josef Hoffmann, architetto e interior designer, che Klimt conosce mentre a Vienna stavano sbocciando i primi germogli della Sacra Primavera, è uno dei temi centrali della rassegna, che vuole mostrare come in breve tempo questi due straordinari personaggi, l’artista e l’architetto, fossero capaci di condividere incarichi, clienti, amici e soprattutto la spasmodica tensione verso il Gesamtkunstwerk, cioè l’opera d’arte totale in una sua utopica realizzazione.

E a testimonianza di quanto fosse forte l’influenza di Klimt sulla cultura figurativa italiana dell’epoca, verranno esposti nelle sale di Ca’ Pesaro (fino all'8 luglio), come completamento e corredo della mostra al Correr, due grandi cicli decorativi che bene raccontano di questa visionaria affi nità elettiva: Le mille e una notte di Vittorio Zecchin e La Primavera di Galileo Chini, di altrettanta straordinaria bellezza, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma.
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