Ieri sera, alle 19, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova area milanese delle Varesine denominata Porta Nuova, uno dei più grandi progetti di riqualificazione d’Europa.
Attraverso la ricomposizione dei tre quartieri Garibaldi, Varesine e Isola, infatti, si estende complessivamente per oltre 290.000 mq e rappresenta un perfetto connubio tra identità cittadina e visione europea.

La zona è quella in cui svettano i grattacieli di Porta Nuova e in cui sono state tenute a battesimo, con ufficiale intitolazione, la piazza Alvar Aalto (alla base della torre Solaria), la piazza Lina Bo Bardi (sotto la Diamond Tower) e la via Joe Colombo (la strada che costeggia le ville urbane).

L'apertura dell'area Varesine regala a Milano una nuova superficie di 40.500mq di cui 30.000mq completamente a disposizione dei cittadini.

Sulla promenade - che si sviluppa dalla piazza prospicente Galileo Galilei - caratterizzata dal primo green roof di Milano per un totale di 6.000 mq, si affacciano l'avveniristico business district progettato dallo studio Kohn Pederson Fox, le torri residenziali Solaria ed Aria di Arquitectonica, la residenza Solea di Caputo Partnership e Le Ville di Porta Nuova dello studio M2P.

E' stato inaugurato anche il percorso ciclopedanale senza interruzioni più lungo della città: 900 metri di passerella che collegano via Galileo Galilei a Corso Como, passando fra i nuovi palazzi di Porta Nuova, scavalcando via Melchiorre Gioia e attraversando piazza Gae Aulenti, il cuore pulsante di Porta Nuova.

A inaugurarlo è stato il sindaco Giuliano Pisapia che con grande soddisfazione ha dichiarato:
"L’intera area delle ex Varesine ritorna oggi ai milanesi e rinasce come luogo di innovazione urbanistica, di architettura di alto livello. Una nuova area di 40.500 mq, uno spazio verde, il percorso pedonale più lungo di Milano consentono di fare una straordinaria passeggiata nello stile e nella contemporaneità internazionale di Milano. Questo è un esempio di quello che si può fare quando pubblico e privato collaborano facendo ciascuno al meglio il proprio lavoro. Una collaborazione che va rilanciata nella trasparenza e all’insegna del bene comune".

Alessandra Agrimoni

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