La cronica carenza di fondi e il gap infrastrutturale che divide l’Italia dagli altri Paesi industrializzati aveva già indotto il Legislatore ad attivare un sistema particolare (del tutto nuovo nella disciplina di settore) per l'esecuzione delle opere pubbliche caratterizzato dal ricorso al finanziamento dei privati.

Grande impulso al project financingOra, nel decreto n. 1/2012 (cosiddetto "Liberalizzazioni") approvato dal Consiglio dei ministri il 20 gennaio 2012 e pubblicato sul supplemento ordinario n. 18 alla Gazzetta ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2012, è previsto un rafforzamento del project financing con la possibilità per le società di progetto di emettere project bond garantiti da fondi privati e banche.

La finanza di progetto (o project financing) è una operazione di finanziamento a lungo termine, che consiste nell'utilizzo di una società neocostituita (cosiddetta SPC, Special Purpose Company) la quale serve a mantenere separati gli assets del progetto da quelli dei soggetti proponenti l'iniziativa d'investimento (i cosiddetti "promotori").

Il coinvolgimento dei soggetti privati nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell'accollo totale o parziale dei costi di opere pubbliche, in vista di guadagni futuri, rappresenta la caratteristica principale di tale operazione economica.

La filosofia del project financing è quella di coinvolgere il privato ed il mercato finanziario (le banche) in un progetto, di spingerlo a trovare il modo di far fruttare per sé e per la comunità un terreno o un bene che altrimenti resterebbero inutilizzati per carenza di fondi pubblici.

Lo schema della finanza di progetto ha riscosso i maggiori successi per quei progetti per loro natura più complessi, quali la realizzazione di centrali elettriche o di nuove attività estrattive, dove alti sono i rischi ambientali, tecnici, politici ed economici.

Da tempo diffuso nei paesi anglosassoni, in Italia il project financing ha trovato spazio perlo più nella realizzazione di opere di pubblica utilità. In questa configurazione di project financing i soggetti promotori propongono ad una Pubblica amministrazione di finanziare, eseguire e gestire un'opera pubblica, il cui progetto è stato già approvato, in cambio degli utili che deriveranno dai flussi di cassa generati per l'appunto da una efficiente gestione dell'opera stessa.

E sembra, infatti, che anche il futuro Piano Carceri si farà tutto con il ricorso ai capitali privati, coinvolgendo in particolare la partecipazione delle fondazioni bancarie.

Si conferma quindi la particolare attenzione allo sviluppo di partenariato pubblico-privato (PPP), ma la novità più importante è la norma che permette l’accorpamento delle fasi progettuali: cade così uno dei principi basilari dell’epoca contraddistinta dalle leggi Merloni (vedasi la legge 11 novembre 1998 n. 415) e si permette di passare direttamente dal preliminare all’esecutivo (contenente tutti i dettaglii del definitivo).

Ing. Enzo Ritto
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?