Dopo la recente approvazione, da parte della Giunta Regiona Toscana, della Proposta di legge regionale "NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO", resasi necessaria dopo l'esperienza non sempre ottimale della previgente situazione urbanistica regionale, numerose sono state le attente considerazioni e a volte anche negative espressioni, da più voci riportate.

La Toscana punta prevalentemente al contrasto del consumo di suolo e ad una legge che, con le parole dell'assessore Anna Marson, "migliora la governance interistituzionale, mettendo a punto in maniera più attenta le coerenze che devono esserci tra le azioni portate avanti in tema di governo del territorio dai diversi soggetti competenti"

L'obiettivo regionale

L'intento della giunta regionale era espresso con l'obiettivo di garantire (dopo otto anni
dall’entrata in vigore della vecchia legge regionale 1/2005) lo sviluppo sostenibile con le seguenti priorità:
1. pervenire ad un sistema complessivo di governo del territorio che garantisca un’azione pubblica più efficace;
2. mantenere la "governance territoriale" quale modello di relazioni tra soggetti pubblici competenti in materia di governo del territorio nel rispetto del principio di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza e di garantire al contempo una maggiore responsabilizzazione di ciascun soggetto;
3. rendere effettivo il principio per il quale nuovi impegni di suolo sono ammessi solo se non sussistono possibilità di riuso degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti;
4. pervenire ad una revisione generale della normativa del governo del territorio per ciò che attiene ai principi, ai soggetti, alle procedure, alle forme di collaborazione interistituzionale e di risoluzione dei conflitti, alla tutela del paesaggio e alla qualità del territorio, ai contenuti dei piani e alla partecipazione;
5. disciplinare le forme della pianificazione intercomunale in applicazione della normativa statale e regionale sulle autonomie locali;
6. prevedere una disciplina transitoria al fine di graduare l'inserimento dei contenuti delle nuove disposizioni negli strumenti di pianificazione degli enti locali.

Gli scopi previsti

Le nuove norme si prefiggono un governo del territorio con i seguenti scopi:
a) la conservazione e la gestione del patrimonio territoriale, promuovendone la valorizzazione in funzione di uno sviluppo locale sostenibile e durevole;
b) la riduzione dei fattori di rischio connessi all'utilizzazione del territorio in funzione di maggiore sicurezza e qualità di vita delle persone;
c) la valorizzazione di un sistema di città e insediamenti equilibrato e policentrico, promuovendo altresì la massima sinergia e integrazione tra i diversi territori della Regione;
d) lo sviluppo delle potenzialità multifunzionali delle aree agricole e forestali, della montagna e della fascia costiera, coniugando funzioni produttive con funzioni di presidio idrogeologico, ambientale e paesaggistico;
e) lo sviluppo di politiche territoriali attente all’innovazione di prodotto e di processo;
f) una qualità insediativa ed edilizia sostenibile che garantisca:
- la salute ed il benessere degli abitanti e dei lavoratori,
- l'eliminazione delle barriere architettoniche e la piena fruibilità degli spazi pubblici per le diverse categorie della popolazione,
- la salvaguardia e la valorizzazione degli spazi agricoli periurbani,
- la produzione locale di energia e la riduzione dei consumi energetici,
- il risparmio idrico;
g) l’organizzazione delle infrastrutture per la mobilità che garantisca l’accessibilità all’intero sistema insediativo e all’intermodalità.

Le perplessità degli Architetti

Subitanee sono state, però, le critiche espresse da tutti e dieci gli Ordini degli Architetti della Toscana che, con una nota congiunta hanno chiesto di migliorare il testo definitivo ancora da varare dal Consiglio regionale.

La nota degli architetti toscani, infatti, così si esprime con forti perplessità su alcuni punti essenziali:
1). la maggiore complessità del nuovo sistema di governo del territorio rispetto ad un maggiore centralismo dei controlli e degli strumenti di pianificazione e ad una impostazione generale tendente a porre divieti invece di definire un progetto per il territorio,
2). i molteplici livelli di pianificazione previsti, che potranno implicare tempi di elaborazione dei piani urbanistici, ed in generale delle decisioni in merito al governo del territorio, ancor più lunghi rispetto agli attuali,
3). l'assenza di efficaci disposizioni che favoriscano la rigenerazione urbana mediante il recupero e il riuso del patrimonio edilizio esistente,
4). il permanere "indefinito" del sistema perequativo, troppo lasciato ad una estemporanea definizione locale con grave pregiudizio della reale fattibilità delle previsioni contenute nei piani urbanistici.

Arch. Maria Luisa Gottari

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?