Gli architetti italiani non vogliono piu aspettare"Sulla Riforma delle Professioni chiediamo al Ministro della Giustizia e al Governo di chiedere la delega al Parlamento o, viceversa, chiediamo ai Capigruppo di Camera e Senato di affermare la volontà di procedere con un iter rapido, in "legislativa". Con il lungo percorso di una legge ordinaria e nelle condizioni politiche attuali è, infatti, improbabile che la Riforma arrivi mai in porto. E ciò sarebbe ancora più grave proprio oggi che - dopo oltre 20 anni - i suoi principi generali trovano l'approvazione dell'Europa, della stragrande maggioranza degli Ordini professionali, di Confindustria e del sistema delle imprese italiane".
 
Così ribadisce Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
"L'appello di ieri del Governatore Draghi a fare in fretta, oggi diviene il nostro: noi siamo pronti, sin da subito, a sederci ad un tavolo di lavoro che senza interruzioni, in un mese, scriva la Riforma affinchè diventi legge in primavera e sia attuata entro l'anno".
"La società, il mondo produttivo gli architetti e tutti i professionisti italiani - oltre 2 milioni di persone - continua -  non hanno più tempo di aspettare e di rimandare. Vogliono e pretendono di essere messi nelle condizioni di affrontare la crisi e di contribuire allo sviluppo".
 
"Se il risultato della legittima, ma spesso sterile, battaglia politica porterà la Riforma ad incagliarsi ancora una volta nelle secche parlamentari sarà un grave danno non solo per i professionisti italiani, ma per tutto il Paese, esponendoci agli attacchi interessati di chi pensa che l'Italia sia incapace di cambiare".
 
"Gli architetti italiani - conclude Freyrie -  non sono più disposti ad aspettare un'altra volta  Godot:  in assenza della Riforma, stressando le normative esistenti, procederemo ad auto-riforme regolamentari che applichino quei principi contenuti in una Legge che per il momento sembra essere niente più di un auspicio".
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