I nostri rappresentanti politici continuano ad insistere su un'idea assurda: per tracciare i pagamenti, nonostante tutte le limitazioni ormai in vigore, si rende obbligatorio il pagamento dei compensi professionali con carte di debito.

Secondo l’articolo 15 del Decreto Sviluppo Bis è stato appioppato ai professionisti l’obbligo di dotarsi di POS dal primo gennaio 2014.
Poi un decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le regole di attuazione dell’obbligo di installare il POS negli studi professionali: fino al 30 giugno 2014, saranno obbligati ad accettare la moneta elettronica per pagamenti sopra i 30 euro, le imprese e i professionisti che hanno fatturato più di 200mila euro nell'anno precedente a quello in cui è effettuato il pagamento.

E tutti gli altri professionisti, cioè quelli con fatturato sotto i 200mila euro? Non si sa.

Con l’edilizia totalmente ferma, l’economia bloccata dai vincoli burocratici, i crediti sempre più insoluti, il Governo non ha trovato altre soluzioni che strizzare i liberi professionisti con ulteriori ed inutili balzelli.

Intanto, dopo tutte le rimostranze delle categorie professionali, dopo le tante evidenziazioni dell'assurda pretesa che avrebbe solo incrementato le entrate degli istituti bancari, c'era stata la proposta di un emendamento che avrebbe spostato la data di applicazione del decreto al 30 giugno 2015.
Ma ciò non è stato accettato dal potere occulto delle Banche, che ha dato il veto a tale possibilità.
Sulla Gazzetta ufficiale del 27 gennaio 2014 è stato pubblicato il decreto interministeriale del 24 gennaio 2014, intitolato "Disposizioni sui pagamenti elettronici" del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze.

"TENETEVI LA MANCIA DELLO SLITTAMENTO DI SOLI POCHI MESI"

Questo il testo del comunicato stampa del Consiglio Nazionale degli Architetti:
"Verrebbe da dire: tenetevi le vostre mance! Solo questo può essere il commento che si può fare circa il fatto che l'obbligo del pagamento con il bancomat per professionisti e imprese slitta al 30 giugno 2014 e non al 30 giugno 2015 come previsto in un primo momento da un emendamento al Decreto legge Milleproroghe approvato ieri, al Senato, in commissione Affari costituzionali.

Se qualcuno di lor signori pensa di cavarsela in questo modo offensivo si sbaglia di grosso perché questi spiccioli di mesi di rinvio non mutano affatto la sostanza del problema: siamo in presenza di una imposizione stupidamente vessatoria che favorisce il sistema bancario e non porta alcun vantaggio ai cittadini."

Così il Presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie, commenta la versione finale dell'emendamento sullo slittamento dell'obbligo dell'uso del bancomat anche da parte dei professionisti.

"Complimenti anche alla Banca d'Italia - che è stata parte attiva nella stesura del Decreto attuativo della norma che ora si vuole modificare in questo modo così beffardo - perché significa che, mentre sta ancora cercando l'esistenza del bonifico bancario, noto sistema per tracciare i pagamenti, lascia si continui a far pagare a professionisti e imprese il costo di una crisi che proprio il sistema bancario - che da questa norma trarrà certamente vantaggio - ha esso stesso a suo tempo avviato."

Arch. Lorenzo Margiotta

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