Il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) ha denunciato all’Antitrust la pratica commerciale della società Cocontest che, attraverso il proprio sito internet, offre prestazioni professionali diffondendo, a tutto danno dei consumatori, informazioni ingannevoli che, nel contempo, screditano la categoria degli architetti.

Per gli architetti italiani Cocontest - che offre un servizio di crowdsourcing per chi deve arredare, ristrutturare progettare una casa o un ufficio mettendo in collegamento soggetti privati e architetti - viola le leggi italiane e le direttive europee che regolano il rapporto tra professionisti e clienti.

Nella segnalazione all’Antitrust viene sottolineato come, in realtà, Cocontest fornisca solo idee di progetti, senza verificare se esse siano soluzioni architettoniche fattibili e se siano progettate da professionisti competenti e abilitati.

Inoltre le affermazioni riportate sulla piattaforma risultano spesso ingannevoli per il consumatore e diffamanti gli architetti, affermando che solo sul sito è possibile trovare soluzioni rapide ed economiche in quanto tutti gli altri architetti italiani ed europei che esercitano la professione offrono prestazioni lente ed a caro prezzo.

Nel sito, poi, non viene mai specificato e spiegato al consumatore che, laddove si progettino interventi edilizi, in Italia, come in Europa, bisogna produrre progetti e documenti complessi, a garanzia della sicurezza e salute dei cittadini e nel rispetto dell’ambiente: per questo motivo la legge in Italia e in Europa obbliga l’utilizzo di professionisti competenti e abilitati ai sensi di specifiche normative nazionali.

Un'attività, quella del sito - secondo la denuncia del Consiglio Nazionale - che è svilente per l’intera comunità professionale: vengono, di fatto, proposti progetti gratuiti perché se solo “il progetto vincitore” riceverà un onorario, nemmeno definito come tale ma come “premio”, tutti gli altri saranno comunque stati lavori gratuiti.

Naturalmente non si specifica che con tale “progetto” l'ipotetico committente non potrà svolgere alcuna pratica autorizzativa a meno di rivolgersi successivamente a un professionista che lo sviluppi nella sua reale complessità e nei tempi necessari.

Va segnalato, infine, che la società CoContest è stata l'unica italiana scelta dall'incubator statunitese 500 Startups tra le 30 startup scelte arrivate da tutto il mondo.
Quasi in concomitanza con la notizia, già alla metà di maggio era stata depositata una interrogazione parlamentare, prima firmataria l’onorevole Serena Pellegrino, che metteva in dubbio i meccanismi della piattaforma chiedendo regole più severe ai ministri dello Sviluppo economico e della Giustizia.

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