Nel corso di "Autonomamente", (l’iniziativa degli architetti italiani svoltasi a Piacenza e dedicata ai professionisti e, più in generale, ai lavoratori della conoscenza), il presidente del Consiglio Nazionale, Leopoldo Freyrie, ha rivolto alle forze politiche una pressante richiesta: "Occorre aiutare e incentivare l'organizzazione degli autonomi in strutture a rete flessibili e moderne, infraterritoriali e interprofessionali; incentivare e sostenere l'innovazione digitale delle reti degli autonomi, sostenendo la loro esplorazione dei mercati internazionali; includere i lavoratori della conoscenza in tutte le politiche sulle PMI, mettendo fine ad un apartheid stupido e anticostituzionale.”

Per Leopoldo Freyrie, sono tuttora mortificati i talenti e l’energia espressa dalle idee dei professionisti che vengono relegati, seppur veri lavoratori della conoscenza, in un "ghetto fiscale che impedisce loro la crescita e la spinta innovativa a favore della comunità".

"Chiediamo l'impegno del Governo - ha continuato Freyrie - a redigere subito un progetto complessivo e innovativo, capace di rendere il lavoro intellettuale sinergico allo sviluppo dell'economia e adatto alle funzioni pubbliche e sociali che svolgiamo, garantendo anche a noi quanto previsto dall'art. 36 della Costituzione (cioè "...una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa"), senza stravolgere i valori espressi dalla legge che stabilisce che il lavoro del professionista è libero e fondato sull'autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico."

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