L'Associazione ECSO (Economia, Crescita, Sviluppo, Opportunità), nata dalla volontà di far conoscere la Repubblica di San Marino come terra di opportunità serie e concrete, nonchè per rilanciare l'immagine della Repubblica in Italia e nel mondo attraverso la promozione culturale, mediante i suoi soci continua a pungolare i cittadini e gli amministratori sammarinesi affinchè vengano anche salvaguardate le presenze importanti del proprio territorio.

Giovanni Michelucci mito degli architetti italianiE così, nella massima libertà per una critica costruttiva e non deleteria, da tempo affronta e persegue appelli verso la salvaguardia della Chiesa di Borgo del famoso architetto Giovanni Michelucci.

Giovanni Michelucci è uno degli architetti più importanti del mondo. Maestro indiscusso dell`architettura contemporanea, ha sempre esposto la sua rivoluzionaria concezione progettuale architettonica: mai solo gli spazi, mai solo gli uomini, ma sempre gli uni e gli altri nei loro rapporti – o meglio nella loro costante ricerca di rapporto.
Michelucci, infatti, fu tra i protagonisti dell’architettura del ‘900, al centro di appassionati dibattiti e polemiche perché costantemente lontano dalle mode del momento. Conobbe tra gli altri Moore, LeCourbousier, Mies Van der Rohe, Alvar Aalto, Frank Lloyd Wright, per non parlare degli italiani Terragni e Nervi, con i quali amò confrontarsi, convinto assertore della ricerca e del dialogo.

La sua fu una nuova rivoluzione nel linguaggio dell’architettura: la concezione di uno spazio che divesse essere dovunque percorribile, la percezione di una città variabile, il rifiuto di formule precostituite o schemi tecnocratici, un nuovo rapporto antico-moderno da esprime nel raffronto diretto tra materiali differenti: la pietra e il mattone con il cemento armato e l'acciaio, la materialità tradizionale con i nuovi materiali dell'architettura.

In questi ultimi mesi sono molti coloro che non dimenticano la grande lezione professionale dell'architetto pistoiese (classe 1891) che, dopo aver fondato (1982) la Fondazione Michelucci, muore il 31 dicembre 1990 alla soglia dei 100 anni.

A Pescara nell'aprile scorso si è svolta una importante selezione di disegni originali di Michelucci: Dove si incontrano gli angeli. Una ghiotta occasione per risvegliare l'interesse sul disegno come progetto di architettura.
I disegni del grande maestro, infatti, raccontano parte della sua complessa esperienza progettuale. Per lui questa attività disegnativa era talmente naturale ed inevitabile nel processo architettonico che la si può benissimo preferire alla costruzione.
Celebre resterà per sempre una sua sintetica frase: "… il disegno è importantissimo, darei la costruzione per il disegno".

Oggi più che mai, invece, si avverte questa differenza di approccio professionale.
Tutte le precedenti generazioni si sono formate sulla cultura del disegno, o meglio dell’architettura disegnata, come mezzo esclusivo di esplorazione dell’idea.
Oggi questa "cultura del disegno" è brutalmente soppiantata dalla cultura del Cad, delle simulazioni, dei rendering, che sono sicuramente più adatti per una rapida riproduttività ma anche altrettanto freddi e quasi anonimi.

Ai primi di maggio, a Prato, si è potuto partecipare a due giornate eccezionali per celebrare l’opera e il pensiero di uno fra i più importanti architetti italiani dello scorso secolo: Giovanni Michelucci e l'arte sacra del '900.

E' stato un grato ricordo per un architetto che ha progettato e realizzato molti edifici di culto: una piccola chiesa a Collina, nei pressi di Pistoia; la chiesa della Vergine a Pistoia; la chiesa della Beata Maria Vergine di Pomarance; la piccola cappella di Lagoni di Sasso a Sasso Pisano; la chiesa del Cimitero della Vergine a Pistoia;
la chiesa all'interno del Villaggio Belvedere di Pistoia; la Cappella Sacrario ai Caduti di Kindu a Pisa; la chiesa dell'Autostrada del Sole a pochi chilometri da Firenze; il Santuario della Beata Vergine della Consolazione a San Marino; di Arzignano; la chiesa di Longarone; la chiesa di Santa Rosa a Livorno; la chiesa di Borgo a San marino.

Basti dire che con la Chiesa dell’Autostrada e con la Chiesa di Borgo Maggiore, nella Repubblica di S. Marino, Michelucci portava a compimento le sue idee innovatrici realizzando la sua rivoluzione progettuale, sulla base di una ricerca di unicità tra struttura e architettura.

Ed è proprio la chiesa di Borgo a S.Marino che sollecita l'azione dell'Associazione E.C.S.O. affinchè non vengano più realizzati scempi irreparabili sulle grandi opere di architettura che devono restare integre nella storia.

Già in precedenza Gilberto Rossini aveva scritto che "La chiesa di Michelucci a Borgo Maggiore è certamente il monumento di architettura moderna più importante che possa vantare la Repubblica di San Marino. In quanto tale è sottoposto alle leggi di tutela del patrimonio architettonico sui cui vigila la Commissione per la conservazione dei monumenti. Ma...Nonostante l’attenzione cui è sottoposta,...anche questo manufatto rischia di essere sottoposto a modificazioni dettate solo dalle ‘brutali’ necessità funzionali."

Più recentemente anche Sara Mazza (E.C.S.O.), nell'evidenziare la figura del grande architetto ("un’uomo molto intelligente, religioso, con un grande rispetto per ciò che faceva.") ha evidenziato che "le linee architettoniche della chiesa di Borgo, riprendono quelle delle nostre colline, in quanto doveva essere parte integrante del paesaggio, se si prova a guardare ad esempio Montecucco, si noterà che è praticamente uguale!
L’interno ha 2 caratteristiche fondamentali, le sale principali, aperte e raccolte, e i molti angoli volutamente in ombra per permettere ai fedeli anche dei momenti di totale intimità per parlare con Dio."

Purtroppo con il suo scritto è emerso anche che nel corso degli ultimi 15 anni sono state fatte alla Chiesa di Borgo alcune modifiche poco intelligenti, senza la più assoluta consulenza della Fondazione Michelucci che sarebbe stata indispensabile per non snaturare la concezione ispiratrice del grande architetto.

E'in pratica un pressante appello a tutti gli architetti italiani affinchè si diventi più rispettosi e riconoscenti dell'ingegno profuso dai nostri architetti maestri del progettare e del costruire.

Arch. Lorenzo Margiotta
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