Dopo l'impegno del Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi di convocare un tavolo tecnico sulle problematiche di un mercato più aperto e trasparente, e dopo le affermazioni di Sergio Santoro, presidente dell'Autorità di vigilanza sugli appalti, si spera concretamente in norme più certe e maggiore accesso ai giovani professionisti.

Per "riportare al centro del settore appalti la progettazione", come ha ricordato il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano al convegno sul tema organizzato a Milano la scorsa settimana dagli Ingegneri italiani, serve urgentemente una riforma totale degli appalti pubblici.

E sembra che questa volta ci siano tutte le buone intenzioni per correggere le storture legislative italiane messe in campo, forse, per favorire le solite lobby.

Sergio Santoro, infatti, ha risposto ufficialmente alle sollecitazioni di Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, con le quali ha chiesto di superare i requisiti di organico e di fatturato richiesti nelle gare di progettazione per servizi di architettura e ingegneria bandite dalle Pubbliche Amministrazioni.

Con la sua lettera di risposta alla nota di Realacci, il presidente dell'Autority ha esplicitamente espresso che "l'Autorità sta elaborando un documento contenente le linee guida per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, che sarà posto in consultazione pubblica prima dell'adozione finale, nel quale saranno forniti chiarimenti in ordine a vari aspetti delle procedure di gara, ivi compresi i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnoco-organizzativa.
In particolare, verrà posto in rilievo che le stazioni appaltanti dovranno applicare l'art. 41 comma 2 del codice, secondo cui sono illegittimi i criteri che fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso connessi al fatturato aziendale."

E' tempo opportuno, ormai, di rendere più agevole l'accesso al mercato rimuovendo le regole attuali che impediscono la partecipazione alle gare a chi (giovani e meno giovani) non sia in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni.

Ing. Enzo Ritto

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