E’ in mostra, a Roma (Palazzo Braschi, fino al 15 ottobre 2017), “Piranesi. La fabbrica dell’utopia”, 200 opere grafiche che svelano la grande attenzione di Giovan Battista Piranesi, incisore e architetto, cultore della classicità e della vita romana settecentesca.

Con una interessante scelta espositiva è data piena illustrazione alla variegata attività di Piranesi (1720-1778), straordinario incisore all’acquaforte votato alla riscoperta dell’archeologia, che applicò la matrice vedutistica della propria formazione veneta a una immediata passione per le grandiose rovine di Roma, dove si trasferì nel 1740.

Dal comunicato del Museo di Roma si legge: “La sua vastissima produzione acquafortistica, caratterizzata da visioni prospettiche scenograficamente esasperate e da violenti effetti luministici, ne fecero uno degli artisti di maggior successo in un mercato artistico in veloce espansione qual era quello romano nel periodo culminante del Grand Tour internazionale.

Il percorso fra le sue opere più celebri vede quindi esposte le grandi Vedute di Roma, dalle amplificate prospettive architettoniche, i fantasiosi Capricci eseguiti ancora sotto l’influsso di Tiepolo, le celeberrime e suggestive visioni della serie delle Carceri, fino alle varie raccolte di antichità romane”.

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