Giotto, considerato grande anche da Dante Alighieri nella sua 'Divina Commedia', veniva riconosciuto dai letterati dell'epoca come "il pittore moderno" nella riconquista del realismo post bizantinismo.
Proprio come ben dichiarava il prof. Luciano Bellosi: "Tutti i suoi contemporanei e scrittori del Trecento gli hanno riconosciuto la posizione di rinnovatore dell'arte italiana in senso realistico".
Giotto è il primo artista a farci scoprire sia la profondità dello spazio dentro le immagini sia quella dell’animo umano.

"Giotto, l’Italia", un evento straordinario a Palazzo Reale di Milano, che ci presenta 14 capolavori dell’artista fondatore della cultura figurativa italiana, nessuna delle quali prima esposta a Milano.

"Non si sono mai viste così tante opere di Giotto nello stesso progetto espositivo" è uno dei commenti che accompagnano questa grande iniziativa italiana.
Ognuno di essi ha provenienza accertata e visualizza quindi il tragitto compiuto da Giotto attraverso l’Italia del suo tempo, in circa quarant’anni di straordinaria attività.

Giorgio Vasari diffuse l’ipotesi che Giotto avesse fiorentinizzato tutta l’Italia, e la mostra prevede quindi un percorso e un allestimento dell'architetto-designer Mario Bellini, che ha voluto visualizzare il tragitto compiuto dall'artista fiorentino attraverso l'Italia del suo tempo in circa quaranta anni di attività.

Dal periodo giovanile (Assisi e Firenze, con il polittico di Badia come prestito più importante), al grande momento padovano, al secondo decennio del 1300 con i cantieri romani.
Un momento, questo, documentato dal prestito eccezionale del 'Polittico Stefaneschi', opera bifacciale dipinta per l’altare maggiore del vecchio San Pietro e che per la prima volta dopo 700 anni lascia il Vaticano. Infine le opere tarde, rappresentate in particolare dal 'Polittico Baroncelli' proveniente dalla basilica di Santa Croce a Firenze.
'Giotto, l’Italia' - Palazzo Reale Milano - 2 settembre 2015 - 16 gennaio 2016

Arch. Lorenzo Margiotta

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