Firenze celebra l’impresa architettonica e urbanistica più ingente del suo centro storico con una mostra di ampio respiro: Vasari, gli Uffizi, il duca.
Oggetto dell'esposizione è la fondazione degli Uffizi (1559-1560): il complesso edilizio che rispecchia la politica accentratrice del Duca Cosimo I, disegnato per accorpare nella sua sede tutti gli uffici amministrativi legati al Ducato, da cui il nome della Galleria.
Quindi, più che un edificio, un sistema architettonico a scala urbana: risultato di una stretta collaborazione tra il Duca, Cosimo I de’ Medici, e Giorgio Vasari (1511-1574), il suo artista prediletto.

Giorgio Vasari gli Uffizi e il DucaIl complesso edilizio sorge nel cuore della città dove accorpa le istituzioni amministrative di governo, le cosiddette Magistrature o Arti, sottomettendole, logisticamente e simbolicamente, al dominio diretto del giovane duca.
L’ingegno del Vasari si manifesta tutto nella sua forma spaziale: l’edificio infatti è un vero e proprio frammento di città nuova, che salda in un unico organismo le due residenze ducali di Palazzo Vecchio (sede del governo) e di Palazzo Pitti, al di là dell’Arno, imprimendo sulla città la presenza fisica del Potere, sotto forma di architettura.

La straordinaria armonia di questo spazio urbanistico e architettonico eccezionale si esprime nella lunga piazza porticata che si attesta come una vera e propria anticamera a cielo aperto per introdurre sia a piazza della Signoria sia a Palazzo Vecchio.

La struttura architettonica degli Uffizi, che non ha paragoni nel mondo cinquecentesco e che è destinata a divenire un modello, è coronata poi da una lunga loggia che, dall’indomani della costruzione, ospita pregevoli statue antiche della collezione Medici.

Il cosiddetto palazzo degli Uffizi è composto da due corpi di fabbrica longitudinali principali, collegati verso sud da un lato più breve del tutto analogo, dando origine così ad un complesso a "U", che abbraccia il piazzale e sfonda prospetticamente verso piazza della Signoria, con una perfetta inquadratura di Palazzo Vecchio e della sua torre.

I tre corpi di fabbrica presentano lo stesso modulo: il portico architravato a pianterreno, che rappresenta una grande novità nella storia dell'architettura, in quanto i portici medievali, e poi quelli rinascimentali, erano costituiti da una serie di archi e mai di architravi, sia a Firenze (come per esempio il portico dello Spedale degli Innocenti), sia altrove, a parte il Palazzo Senatorio di Michelangelo che infatti è uno dei modelli del progetto vasariano

La mostra, aperta fino al 30 ottobre 2011, prende le mosse dalla personalità dei protagonisti, il Duca (rappresentato con il busto bronzeo di Benvenuto Cellini) e il suo artista, sempre uniti nel progetto della fabbrica degli Uffizi.

Dopo un accenno all’assetto urbano tra Palazzo Vecchio e l’Arno prima della costruzione degli Uffizi, la mostra prosegue illustrando le tappe dell’ideazione e della costruzione del complesso, il cui cantiere si attesta come il più grande e impegnativo del Cinquecento a Firenze.

Del monumento sono mostrate sia le specificità spaziali e sia quelle figurative, tra cui spiccano le porte lignee delle Magistrature e le ascendenze formali e tipologiche, che pescano nell’architettura romana antica e nella coeva architettura di Venezia e di Roma, città dove l’artista aveva ripetutamente soggiornato.

In mostra poi, attraverso il confronto fra un grande plastico della città, in scala uno a mille, e gli ingrandimenti di piante topografiche cinquecentesche, si evidenzia la portata dell’intervento vasariano nell’urbanistica antica e moderna della città.

Arch. Lorenzo Margiotta
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