Il 20 e il 21 settembre scorso, la Reggia di Caserta ha ospitato la Preview della Biennale Internazionale del Giardino Storico. Funzionari del Ministero, docenti universitari ed esperti professionisti del settore hanno animato l’interessante convegno tenutosi all’interno dell’elegante Palazzina Inglese.

Il bagno di Venere

Il titolo dato all’iniziativa, “Tra ragione e sentimento: i giardini all’inglese in Italia”, ben sintetizza il filo conduttore della due giorni e alcune delle riflessioni emerse durante gli interventi dei relatori e le visite guidate.

Tra ragione e sentimento è possibile definire a pieno quel processo che tra XVIII e XIX secolo ha portato alla diffusione del gusto romantico per il Landscape Garden. Ogni regione italiana ebbe un suo ruolo specifico e, grazie ad appassionate relazioni, è stato possibile attraversare l’intera Penisola approfondendo la storia di importanti giardini laziali, veneti o toscani: opere che continuano a testimoniare quel nuovo slancio architettonico, artistico e letterario nonché quegli interessi botanici che hanno caratterizzato un’epoca.

Oggi, forti di nuove conoscenze e consapevoli delle mutate circostanze storico-economiche, è sempre a cavallo di ragione e sentimento che possono essere approcciate le complesse tematiche legate alla conservazione e alla valorizzazione dei giardini storici. Non sono così mancati interessanti spunti di riflessione su come affrontare un restauro in caso di variazione di destinazione d’uso (situazione sempre più diffusa), oppure su come sia possibile promuovere tali realtà nell’ottica della loro apertura al pubblico.

Fontana di Diana

Necessità più volte ribadita è stata quella di rivendicare l’importanza di questa componente fondamentale del nostro patrimonio culturale: una presenza capillarmente diffusa sul territorio, legata storicamente e culturalmente al paesaggio e la cui tutela non può prescindere dai rapporti instaurati e instaurabili con esso.

Se da un lato pesano problemi gestionali e di risorse da affrontare con razocinio e lungimiranza, dall’altro si constata un desiderio di bellezza e di riscatto che spinge a riportare in auge luoghi unici che hanno reso celebre l’Italia nel Mondo. Sicuramente c’è ancora molto da fare, ma la speranza è quella che andando avanti maturi sempre più la consapevolezza diffusa del valore di queste realtà. È forse questo il vero punto di partenza da cui scatuirsce tutto il resto.

News dalla Preview della Biennale del Giardino Storico
Per maggiori informazioni: Biennale Internazionale del Giardino Storico.
Testo e foto di Daniele Angelotti
Nip-Network in Progress

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