Giambattista Bodoni, by Giuseppe Lucatelli

Tutti i bibliofili e intenditori conoscono Giovanni Battista Bodoni (1740-1813) incisore, tipografo e stampatore italiano, nonché i suoi caratteri tipografici da lui creati (e da allora conosciuti come "caratteri Bodoni").

Il principe dell'arte tipografica divenne famoso (nell'Europa dei Lumi) per le sue eleganti edizioni: ogni pagina è un'opera maestra di eleganza e architettura tipografica. Persino Napoleone volle personalmente recarsi a Parma per rendere omaggio a colui che non riteneva solo il più sublime dei tipografi ma un artista assoluto.

In occasione delle celebrazioni per il bicentenario della sua morte (1813-2013) è organizzata a Parma una grande mostra dove si potranno ammirare le raffinate ed eleganti edizioni bodoniane e, con esse, le testimonianze dell'intero processo di realizzazione e poi di commercializzazione di capolavori che, per contenuto e qualità di stampa, erano contesi da corti, accademie, biblioteche e intellettuali dell'Europa a cavallo tra Sette e Ottocento.

Le edizioni del Bodoni ebbero un enorme successo dovuto soprattutto alla qualità delle stesse, visto che lui stesso mescolava gli inchiostri, usava carta della miglior qualità, disegnava eleganti pagine e li stampava e rilegava premurosamente.

In tutto il suo percorso artistico/professionale, oltre che dei potenti Bodoni era il riferimento per il mondo culturale ed intellettuale, di scrittori, pensatori, storici del calibro di Parini, Monti, De Azara, Alfieri e tanti altri.

Famosissimo il suo "Manuale Tipografico" (ristampato egregiamente dall'editore Franco Maria Ricci) che contiene più di 600 incisioni, caratteri latini ed esotici, mille ornamenti e vignette disegnate dal gran tipografo. Ma il suo vero valore non risiede nel fatto di essere un libro meravigliosamente stampato e di grande rarità e nemmeno nell'essere il testamento del tipografo più importante della sua epoca ma nell'avere al suo interno i primi caratteri moderni più evoluti, raffinati e rigorosi.

Bodoni era perfettamente consapevole, ifatti, che il libro, per quanto perfetto come oggetto, trovava "allora come oggi" la sua vera vita solo tra le mani dei lettori.
Ecco quindi che rivedremo (nella mostra organizzata a Parma - Biblioteca Palatina, Teatro Farnese, Galleria Nazionale - 5 ottobre 2013, 12 gennaio 2014) l'uniformità o regolarità del disegno dei suoi caratteri, la nitidezza della composizione grafica, l'attenzione alle incisioni e le legature di sobria eleganza, il gusto dello scritto e della tecnica moderna dell'arte tipografica.

Arch. Lorenzo Margiotta

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