Ha fatto tappa in Liguria, mercoledì scorso, il programma di seminari (21 appuntamenti in tutta Italia) che la Struttura di Missione #italiasicura, il Ministero dell’Ambiente e le Regioni (con la partecipazione del Consiglio Nazionale dei Geologi, Rete Professioni Tecniche e Consiglio Nazionale degli Ingegneri) stanno portando avanti insieme con l’obiettivo di coinvolgere i professionisti e i tecnici provenienti dalla regione Liguria per un approfondimento e un confronto sulle “Linee Guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico”

L’incontro è stato organizzato da ItaliaSicura e Ministero dell'Ambiente che hanno convocato rappresentanti di diverse istituzioni, dirigenti e tecnici di Comuni e Regione e la rete dei professionisti (in particolare ingegneri, geologi, architetti) per una giornata di lavoro sulle attività di programmazione e progettazione degli interventi per la lotta al rischio idrogeologico.

Sin dal 2012 è stato posto il grande tema della sicurezza del territorio come una priorità assoluta. L’obiettivo primario, in particolare in questa città così complessa, è garantire sicurezza ai cittadini, perché una città non può pensare al proprio sviluppo e al proprio futuro in maniera positiva se non è sicura, se non garantisce gli investimenti, le attività commerciali, il turismo.

Dopo gli appuntamenti di Milano, Firenze, Bologna, Cosenza e Potenza, l'occasione di confronto con la Regione Liguria è stato organizzato con la collaborazione di Fondazione CIMA e Comune di Genova, perchè Genova, capoluogo di una delle Regioni più a rischio d'Italia, è una città a cui sono dedicati i maggiori finanziamenti del Piano nazionale di Italiasicura (9 cantieri per 402 milioni di euro per aumentare la sicurezza dalle alluvioni).

"Le nuove Linee guida sono chiare - ha dichiarato Erasmo D'Angelis, Capo della struttura di missione ItaliaSicura di Palazzo Chigi - mai più abusi edilizi, mai più costruzioni su alvei fluviali e su aree franose come abbiamo visto a Genova o a Petilia Policastro in Calabria, basta con le progettazioni realizzate senza fare i conti con la geologia e il rischio dissesto idrogeologico. Abbiamo voltato pagina anche nella progettazione. La prevenzione è un'opera pubblica e una impresa che deve impegnare tutti: pubblica amministrazione, cittadini e professionisti".

La giornata è stata un'opportunità di confronto per aprire un nuovo percorso che, guardando alla resilienza delle comunità come obiettivo finale, promuova la necessaria sinergia tra le attività di prevenzione strutturale, le azioni di prevenzione di protezione civile e la diffusione di una vera consapevolezza dei rischi tra i cittadini e, come obiettivo ultimo, veri e propri interventi di auto-sicurezza da parte delle comunità, dei singoli cittadini e delle imprese.

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