La mancanza di un interesse comune fra due amministrazioni, nonché la presenza di un corrispettivo e il fatto che le attività oggetto dell’accordo siano reperibili presso operatori privati, fanno sì che scatti l'obbligo di attivare un appalto pubblico e che non si possano attuare strumenti particolari, come i cosiddetti "accordi di collaborazione", previsti dall'articolo 15 della legge 241/90.

Queste le conclusioni della pronuncia del Consiglio di Stato (sentenza n.3849 del 15 luglio scorso) con le quali è stato sancito come l'affidamento diretto ad un'altra amministrazione sia illegittimo, confermando la pronuncia del Tar Puglia n. 416/2010 che accettava le ragioni dell'OICE, l'Associazione delle società di ingegneria italiane, sempre contraria agli incarichi diretti tra amministrazioni.

La pronuncia riguarda l'assunto chiaro ed esplicito che l'incarico in via diretta all'Università del Salento (compenso 200mila euro per la valutazione della vulnerabilità sismica di strutture ospedaliere) affidato dall'Azienda sanitaria locale di Lecce all'Università del Salento, non doveva eludere il necessario confronto concorrenziale di mercato.

La norma, infatti, della legge 241/90 – che viene spesso utilizzata tra amministrazioni pubbliche - può essere utilizzata solo quando vi sia un interesse realmente in comune fra due amministrazioni e non sia previsto un corrispettivo.
In tutti gli altri casi occorre fare ricorso al mercato, esperire una gara pubblica, adire alla possibilità di trovare operatori economici privati in grado di espletare l'incarico previsto.

Questa pronuncia risulta anche in linea con quanto già esposto dalla Corte di giustizia europea che aveva affermato precedentemente, sullo stesso caso, una vera violazione delle norme delle direttive appalti: quando l'accordo non costitusce una forma di cooperazione in comune di attività fra due amministrazioni aggiudicatrici (cioè l’adempimento in comune di una funzione di servizio pubblico, così come prevede la legge 241/90) bensì un vero e proprio contratto di consulenza per servizi a fronte del pagamento di un compenso, occorre procedere con una gara pubblica, ammettendo tutti gli operatori economici interessati ad acquisire la commessa.

Ing. Enzo Ritto

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?