Dal 13 dicembre presso la Casa del Mategna è allestita la mostra intitolata "Mantova nel segno dell'avanguardia: da Marinetti a Tzara".
L’iniziativa, a cent'anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto, indaga su Futurismo e Dadaismo, evidenziandone analogie e divergenze.

Futurismo e DadaismoI movimenti intrapresero strade ideologiche diverse dal momento che il Dadaismo si poneva in netto contrasto con la società e con le tradizioni, fino a voler fare tabula rasa di tutte le regole che fino allora avevano codificato la creazione artistica.

Tuttavia anche in questa rottura tra futuristi e dadaisti, numerosi furono gli elementi comuni e le occasioni di scambio tra essi. Lo spirito dissacrante, le serate provocatorie e irriverenti, la volontà di "rivoluzione tipografica", l'uso massiccio dei mezzi di comunicazione e delle riviste, la commistione tra generi tradizionalmente separati, sono alcuni dei punti di contatto.

Il ruolo di Mantova nella storia dei due movimenti è particolare in quanto sede di un dibattito intellettuale condotto per "organi di stampa": le riviste edite da Somenzi, che diventeranno il vero e proprio organo di stampa del movimento marinettiano, le pubblicazioni di Fiozzi e Cantarelli, "Procellaria" (Poesia-Musica, Teatro-Disegni, Ricerche-Idee avanzate) e "Bleu" (unica testata dadaista italiana che uscirà per soli tre numeri).

Intorno a queste fucine di pensiero conversero intellettuali di valore e artisti, in primis lo stesso Martinetti che, l'8 febbraio del 1909, in anticipo di qualche giorno rispetto alla sua pubblicazione ufficiale su "Le Figaro", firma su "La Gazzetta di Mantova" il primo manifesto del Futurismo.

Il Gruppo futurista mantovano si costituì nel 1916 e svolse fino al 1941 un'intensa attività divulgativa, organizzativa ed editoriale. Ne fecero parte Gino Cantarelli, Giovanni Cenna, Emiliano Diobelli, Aldo Fiozzi e Mino Somenzi, promotori, oltre che di numerose serate futuriste, anche di due importanti esposizioni dedicate a questo movimento, una nel 1928 ed una nel 1933.

13 dicembre 2009 - 28 febbraio 2010
Mantova, Casa del Mantegna,
a cura di Melania Gazzotti e Anna Villari
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?