Fino al 1° giugno è visitabile quella che è ormai diventata una tradizione nel panorama delle mostre d’arte di Milano. Anche questa primavera, infatti, la Fondazione Pasquinelli offre al pubblico un estratto della collezione privata Antognini in una mostra, una personale questa volta, curata da Antonello Negri e incentrata su uno dei più grandi artisti italiani di fama internazionale: Giacomo Balla, significativamente autorinominatosi FuturBalla nel 1913, quando la sua produzione prese la via radicale del Futurismo.

Balla: Bandiereallaltaredellapatria

Da qui prende significativamente il nome anche la mostra, FuturBalla, che prosegue negli spazi di Corso Magenta fino al primo giugno. In questo periodo verranno esposte al pubblico tre opere che appartengono agli anni tra il 1913 e il 1918, accompagnate da pubblicazioni periodiche e manifesti futuristi dello stesso periodo prestati dal Centro Apice dell’Università degli Studi di Milano.

Si tratta della quarta mostra del ciclo L’arte in una stanza, e racconta una storia artistica concentrata in pochi anni, quasi in perfetta coincidenza con la Grande guerra, attraverso tre opere di particolare qualità: come il futurismo italiano è stato in grado di dar forma al movimento attraverso immagini immobili, dipinte sulla tela.

I quadri esposti hanno per protagoniste un’automobile in corsa tra le luci della notte, una bandiera che sventola, un colpo di fucile e richiamano strettamente altre opere esposte al Museo del Novecento di Milano che raffigurano la passeggiata di un cane e la corsa di una bambina sul balcone.

Nella mostra FuturBalla quadri e manifesti originali vengono esposti insieme per restituire al pubblico il clima ardente – al quale l’artista partecipò in prima persona – di un momento cruciale del Novecento, segnato dal mito della macchina e della velocità e dall’utopia della reinvenzione del mondo: tra il progetto, firmato proprio da Balla, di un “vestito antineutrale”, l’idea di una Ricostruzione futurista dell’universo, e il provocatorio programma di una Società di protezione delle macchine. A dimostrare che come l’opera esce dalla cornice - come in Colpo di fucile domenicale - così il movimento artistico deve ispirare la vita di tutti i giorni.

Ci sarà ancora un incontro, tenuto da Antonello Negri e Andrea Kerbaker mercoledì 18 maggio alle 18.30, che racconteranno il futurismo dal punto di vista dei suoi principi artistici originari e il collezionismo futurista oggi particolarmente di moda.

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