I sedici disegni di Francesco Borromini della Biblioteca Apostolica Vaticana (così come ampiamente riportato dal sito del MIBACT) esposti fino al 5 gennaio in Vaticano, sono stati presentati l’ultima volta cinquant’anni fa in occasione del convegno per il trecentesimo anniversario della scomparsa del grande architetto schivo ed introverso, che prediligeva lavorare per le congregazioni e gli ordini religiosi.

Borromini, nato a Bissone sul lago di Lugano in Ticino nel 1599, giunto intorno al 1619 a Roma, dove morì nel 1667, è considerato unanimemente uno dei creatori del linguaggio barocco. Roma non sarebbe quella che è senza le sue invenzioni che hanno influenzato direttamente gli architetti del sette-ottocento e ispirato quelli venuti dopo di lui in Europa e nel mondo.

E’ quasi superfluo ricordare i suoi capolavori che affascinano oggi come in passato. S. Carlo alle Quattro Fontane, l’incantevole San Carlino dei Trinitari Scalzi, l’incredibile terminazione a chiocciola del campanile della Chiesa di San Ivo alla Sapienza, Sant’Agnese a Piazza Navona, l’Oratorio dei Padri Filippini, in cui la geometria del concavo convesso detta una legge nuova, il Collegio de Propaganda Fide e poi la cupola e il campanile di Sant’Andrea delle Fratte, i progetti per il restauro della Basilica del Laterano e di San Paolo fuori le Mura. E l’impegno in numerosi palazzi nobiliari romani, Carpegna, Spada, Spagna, Falconieri, Giustiniani e in cantieri fuori Roma, come la chiesa di S. Paolo a Bologna, la Villa Falconieri a Frascati.

Ed ora a 350 anni dalla sua scomparsa, promotore l’architetto Paolo Portoghesi, i Musei Vaticani, l’Accademia di San Luca, l’Università La Sapienza e l’Accademia di Belle Arti di Roma con la partecipazione dell’Istituto Svizzero e del MAXXI e con il patrocinio del Mibact, hanno organizzato una serie di iniziative a breve e lungo termine per ricordare degnamente Francesco Castelli, Borromini, durante questo scorcio d’anno e nel prossimo con un convegno internazionale, una mostra, visite e lezioni itineranti, letture, giornate di studio e un concorso fotografico.

Il convegno internazionale di tre giorni si è svolto a Palazzo Carpegna sede dell’Accademia di San Luca, alla Facoltà di Architettura de La Sapienza e ai Musei Vaticani. Vi hanno partecipato eminenti studiosi di fama internazionale, da Joseph Connors, a Werner Oechslin, a Paolo Portoghesi per un’analisi ad ampio raggio di tutti gli aspetti della creatività del genio Borromini, i suoi rapporti con l’antico, con i simboli religiosi, con la musica, le opere celeberrime e quelle meno note come gli incompiuti Monastero e chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori alle pendici del Gianicolo, progettati dall’architetto per le suore oblate agostiniane, fondate verso la metà del Seicento da Camilla Virginia Savelli Farnese duchessa di Latera.

Borromini, San Carlo alle Quattro Fontane, Roma

La mostra, curata da Alessandra Rodolfo, è dedicata ai disegni borrominiani della Biblioteca Apostolica, che conserva importanti testimonianze grafiche e documentarie dell’artista. Inaugurata durante il convegno nella sala XVII della Pinacoteca Vaticana utilizzata per esposizioni, progetti, studi e ricerche, costituisce l’evento più significativo delle celebrazioni.
I sedici disegni provengono dai manoscritti “Vaticano Latino 11257” e “11258” che contengono le carte raccolte dall’oratoriano Virgilio Spada (trovate in una bancarella a Campo de’ Fiori), che era amico e convinto sostenitore di Borromini, a lui legato da stima e profonda amicizia. Si tratta di una selezione di disegni riguardanti le quattro basiliche patriarcali che Papa Innocenzo X intendeva riqualificare in vista del Giubileo del 1650. Come la basilica costantiniana di S. Giovanni in Laterano e S. Paolo fuori le Mura, conservando però quanto più possibile l’antica struttura. Il grandioso progetto messo in campo per S. Giovanni rimase incompiuto sia per la mancata realizzazione della facciata che per il mantenimento dell’antico soffitto. Ancora meno fortunato fu il progetto per S. Paolo in cui l’architetto riproponeva le soluzioni prospettate per S. Giovanni. Ma restò come un’intenzione e presto venne dimenticato.

Un altro gruppo di disegni riguarda la sistemazione e il rinnovamento del palazzo di famiglia dei Pamphili a piazza Navona che Innocenzo X desiderava abbellire con una fontana. Nel 1646 venne bandito un concorso a cui partecipò lo stesso Borromini che immaginò di ricomporre l’antico obelisco egizio ridotto in pezzi che si trovava nel Circo Massimo in una fontana a vasca. Il progetto non venne realizzato nonostante il favore di cui godeva Borromini. Con l’avvento di papa Barberini sappiamo come finì. Sarà il rivale di sempre Bernini ad aggiudicarsi l’opera.

Ai fogli della Biblioteca Vaticana si aggiunge il disegno che rappresenta la pianta della Basilica di S. Paolo della collezione privata di Paolo Portoghesi già conservato dall’architetto Marcello Piacentini.

Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana, viale Vaticano. Orario: lunedì-sabato 9-18, ultima domenica del mese 9-14, fino al 5 gennaio 2017.
Informazioni: 06-69884900

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